Il dolore
Spaccalunotti di nuovo arrestato
Ha danneggiato il vetro di un’auto in sosta in via Etruria
GROSSETO. Spaccalunotti è finito di nuovo in manette. L'hanno arrestato ieri sera i carabinieri. In flagranza. Era in via Etruria, la strada che corre tra la ferrovia e il Consorzio Agrario. Non è chiaro se fosse stato seguito nei suoi spostamenti da casa o se la circostanza sia stata frutto di una serie fortuita di coincidenze.
Quello che è certo è che Gino Fatarelli, 57 anni, grossetano, una lunga serie di precedenti specifici e risalenti indietro nel tempo, è stato portato in cella perché ritenuto responsabile del danneggiamento di un'auto in sosta.
Da accertare se sia stato lui l'autore di analoghi episodi avvenuti un paio di settimane fa sia nella stessa via Etruria (una Bmw) sia in via Saffi (una Fiat 500 e una Kia Picanto). Episodi che avevano comunque destato di nuovo l'attenzione delle forze dell'ordine. Episodi avvenuti pochi giorni dopo che Fatarelli era tornato in libertà, dopo aver scontato l'ennesima condanna.
L'ultima volta che il più famoso "Spaccalunotti" di Grosseto era stato arrestato, era il luglio dell'anno scorso: 8 mesi per il solito reato, a essere presa di mira era stata una Bmw. Anzi, quella volta Fatarelli aveva fatto ritrovare alla polizia una vera e propria lista scritta in stampatello con tutte le macchine su cui aveva sfogato i suoi impulsi: quindici righe, quindici marche di auto, quindici descrizioni della parte danneggiata. "Andate a casa, entrate in camera di mia madre, aprite il primo cassetto e troverete ciò che cercate: la lista", aveva detto Fatarelli. E la lista era proprio lì, nell'appartamento di via Cherubini.
Quattro periti psichiatrici si sono occupati nel tempo (dal 2006) di lui. Tutti hanno concluso che Fatarelli è capace di intendere e volere e non è pericoloso per le persone: e siccome lo è solo per le cose, le misure restrittive si sono necessariamente dovute restringere ai tempi minimi per scontare le condanne.
Il carcere, tuttavia, non è la soluzione adatta per Fatarelli. O almeno lo è solo temporaneamente e per periodi fin troppo brevi. Quando l’ex infermiere era stato arrestato nel luglio scorso, era uscito dal carcere da appena otto giorni.
Quando è uscito dalla sua ultima detenzione, più o meno un mese fa, insieme al suo legale si era messo alla ricerca di una struttura in grado di curarlo da quella che per lui è un’ossessione vera e propria. La corsa contro il tempo non ha portato frutti. Gino non ha saputo resistere e ieri sera è stato arrestato di nuovo. Adesso nuovo processo e nuova condanna. Ma prima che Fatarelli torni di nuovo in libertà, è necessario trovare una soluzione di cura.
Pierluigi Sposato
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google