Il dolore
Piscicelli al Tar: «Ridatemi l’elicottero»
L’imprenditore, dopo la sospensione della licenza di volo per l’atterraggio sulla spiaggia, ha presentato ricorso
ANSEDONIA. La sospensione della licenza di volo, a Francesco Maria De Vito Piscicelli, non è andata giù. L’imprenditore coinvolto nell’inchiesta per gli appalti del G8, ha deciso di ricorrere al Tar del Lazio. «Quel giorno, quando sono atterrato sulla spiaggia di Ansedonia - aveva detto - tirava vento». Il suo “parcheggio” sulla spiaggia, con l’elicottero a bordo del quale c’era anche la sua mamma, però, non era rimasto inosservato.
Piscicelli aveva approfittato della soste «forzata» come ha spiegato più volte, per mangiare un boccone al Cartello, il ristorante di Ansedonia che si affaccia proprio su quella spiaggia.
I vigili urbani, avvertiti dalle persone che il giorno di Santo Stefano si stavano godendo il sole su quel tratto di arenile, una volta arrivati ad Ansedonia, avevano visto che l’elicottero era proprio sulla spiaggia. Dal comando, gli atti erano poi passati all’Enac, che aveva sospeso la licenza di volo all’imprenditore romano che ha una villa all’Argentario.
Il ricorso al Tribunale amministrativo è stato depositato due giorni fa e ora l’imprenditore e il suo avvocato aspettano l'assegnazione alla sezione competente del tribunale e la fissazione dell'udienza di discussione.
Al Tribunale amministrativo spetterà quindi decidere se Piscicelli potrà tornare alla guida del suo elicottero. Soprattutto toccherà stabilire se quella sospensione sia stata legittima o meno, viste le condizioni meteo. A terra, il vento non si sentiva. «Ma quando eravamo in volo - aveva detto l’imprenditore - il vento soffiava a più di 25 nodi. Ho dovuto fare una manovra di atterraggio d’emergenza, non potevo fare altrimenti. Le norme internazionali obbligano e danno discrezione al comandante in caso di pericolo di fare quello che ritiene più opportuno». Una spiegazione che all’ra non convinse il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Guido Improta, che diede mandato alla direzione generale competente del Ministero di intraprendere le verifiche necessarie insieme all’Enac, per valutare se c'erano gli estremi per sospendere o ritirare la licenza di volo al comandante del velivolo. Una decisione che fu presa due giorni dopo. Piscicelli, pranzò al Cartello insieme all’anziana madre, mostrò i documenti alla municipale che era intervenuta e si rialzò in volo con il suo elicottero per tornare alla villa all’Argentario dove stava trascorrendo un periodo di vacanza e dove è stato anche minacciato da tre uomini armati.
Due giorni dopo, la doccia fredda. Mangiò al ristorante con mamma, L’Enac ha sospeso la licenza di volo all’imprenditore. Che all’elicotterno non vuole rinunciare. Ora c’è il ricorso al Tar, decideranno i giudici.
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