Trasporti
Piano scuole, bagarre in commissione
Le scelte di Provincia e Regione «non possiamo discuterle», spiega l’assessore comunale. E grillini e Pdl vanno all’attacco
GROSSETO. Polemiche, polemiche e ancora polemiche. Non si placa l’aspro dibattito sulla riorganizzazione degli istituti scolastici in Maremma. Giovedì pomeriggio si è infatti riunita la terza commissione consiliare, organo competente in materia. All’incontro erano presenti delegati sindacali, rappresentanti di insegnanti, genitori. Quel che ne rimane sono tre distinti comunicati, ognuno dei quali offre altrettanti e divergenti punti di vista.
Molto forte è l’attacco del movimento Cinque Stelle che parla dell’assessore all’istruzione Ceccarelli come «vittima del meccanismo infernale» della politica portata avanti dal Pd a livello regionale, provinciale e comunale: «La Regione ordina, la Provincia esegue», tutto questo mentre il Comune rimane in silenzio. È tramite questo meccanismo, sempre a parere dei grillini, che viene scritta una delle pagine più nere della scuola grossetana. In poche parole, quel che doveva essere un valore aggiunto diviene svantaggio.
I grillini mettono sul banco degli imputati prima la Regione, accusata di essere smaniosa di apparire come la prima della classe e di fare dunque più di quanto chiesto dallo Stato; poi la Provincia, che impone “tempi e modi”; infine l’amministrazione comunale, rea d’aver voltato le spalle al proprio assessore, «forse perché ha osato chiedere la proroga in merito all’applicazione della norma».
Dalla terza commissione, sempre a parere del movimento Cinque Stelle, emerge un «quadretto da brividi», fatto di «incontri urgenti con improvvisi cambi di rotta, accordi non mantenuti, posizioni minacciose e scaricabarile».
Differente la lettura della vicenda sulla sponda del Pdl. Il capogruppo del partito Cerboni pone l’accento sull’atteggiamento tenuto da Ceccarelli, parlando di «suicidio politico: durante la riunione infatti, l’assessore «ha confermato che la Provincia ha adottato l’attuale piano senza un atto d’indirizzo proveniente dalla giunta, se non una semplice telefonata di accompagnamento e una e-mail non ufficiale. Un’irregolarità giuridica e un comportamento omissivo della giunta stessa. C’è da domandarsi – conclude Cerboni – se si sia trattata di una gogna premeditata in seno alla stessa maggioranza, o una situazione sottovalutata e sfuggita di mano».
Giallo infine sulla conclusione della giornata: differenti le versioni di Pier Francesco Angelini (Pdl), che testimonia un’avvenuta chiusura anticipata della sessione per effetto della mancanza di numero legale; e chi, Francesco Giorgi del Psi, presidente della terza commissione, puntualizza: «Certo, c’è stato un franco e a volte acceso confronto, ma la seduta si è svolta regolarmente, senza alcuna brusca interruzione». Inoltre, sempre secondo Giorgi, l’assessore non è stato per nulla isolato. La stessa consigliera Daviddi avrebbe infatti ribadito le questioni evidenziate con fermezza dall’uomo della giunta.
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