Il dolore
Pedana costruita su area vincolata
Il Tar dà ragione al Comune e respinge il ricorso di un commerciante
PORTO ERCOLE. Hanno presentato ricorso contro l’ordinanza del Comune e hanno perso. Quella pedana in calcestruzzo pavimentata sul lungo mare non può restare dov’è. Così hanno deciso i giudici della sezione terza del Tar di Firenze, che si è pronunciato sul ricorso dell’Emporio del sub di Tocco Giuseppe, rappresentato dagli avvocati Silvana Torelli e Lorenzo Silvestrini.
Tutto è cominciato nel 1989, quando al commerciante era stata data l’autorizzazione a installare una tenda parasole davanti al negozio e a realizzare una pedana in legno. L’anno dopo, però, i vigili urbani avevano visto che qualcosa in quei lavori non andava bene e ne avevano ordinato al rimozione. Passano gli anni, e nel 1996 la società ottiene la possibilità di utilizzare lo spazio pubblico davanti al negozio per vendere, ma che la pedana in legno doveva essere sostituita con una in cemento rimuovibile. Ma l’anno scorso, quando la municipale è tornata sul lungomare, ha trovato una pedana in calcestruzzo pavimentata e una tenda a scomparsa con montanti fissati alla pedana. Per questo, il Comune ha emesso quell’ordinanza di rimozione: quei manufatti sono stati realizzati senza l’autorizzazione che serve quando si costruisce in aree soggette a vincolo paesaggistico.
A nulla sono valse le spiegazioni dei legali della società che ha richiesto una motivazione sull’interesse pubblico, considerando che quello è l’unico negozio dedicato a sub e diportisti. Nulla da fare, per i giudici quel ricorso è infondato. (f.g.)
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