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Grosseto

Non consegna le figlie al padre: assolta

Non consegna le figlie al padre: assolta

Invocato lo stato di necessità della donna separata, le bimbe avevano bisogno di un ambiente sereno

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GROSSETO. Assolta. Assolta perché il fatto non costituisce reato. Era accusata di non aver concesso al marito - dal quale era separata - di prendere le figlie per quattro giorni nel periodo di Pasqua, un fatto storicamente avvenuto. Ma è stata assolta. La difesa ha sostenuto lo stato di necessità, perché le bambine avrebbero sofferto dal punto di vista psicologico se fossero state date al padre. Quali siano le motivazioni dell'assoluzione stabilita dal giudice Puliatti, si saprà fra meno di un mese. E sono motivazioni particolarmente attese anche da chi si occupa di diritto di famiglia.

Sotto accusa una donna di 42 anni, madre di due bambine che all'epoca dei fatti - nel 2009 - avevano 9 e 10 anni. Il padre, oggi 41enne, l'aveva denunciata. Mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice l'imputazione contestata dalla Procura, che ne aveva disposto il giudizio. L'avvocato, Barbara Chelli, ha portato in aula una propria consulente, una psicoterapeuta infantile: la specialista ha ricostruito quanto stava avvenendo in quelle settimane, con i criteri della separazione (risalente a tre anni prima) che erano in fase di modifica. La psicoterapeuta aveva notato l'insorgenza di disturbi ossessivi-compulsivi nelle bambine. Come probabile origine, aveva indicato alcuni episodi: il fatto che quando andavano a casa della convivente del padre, le ragazzine dormivano su materassi stesi a terra, mentre i figli della donna su letti normali; il fatto che una volta erano dovuti intervenire i carabinieri all'uscita dalla scuola perché le bambine piangevano e non volevano seguire il padre. La madre si era consigliata con la psicoterapeuta: e lei l'aveva consigliata di operare affinché non peggiorasse la situazione delle bambine, inducendola a far trascorrere le vacanze in un luogo psicologicamente "sicuro". Da qui la decisione di non consegnarle al padre per il periodo pasquale.

Al termine del procedimento penale - il padre non aveva dato seguito alla costituzione di parte civile - il pm onorario Fidelia Dompetrini non si era ritenuta convinta dalle motivazioni difensive sullo stato di necessità e aveva chiesto la condanna dell'imputata, anche se alla sola pena pecuniaria. Il giudice ha deciso diversamente.

Pierluigi Sposato

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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