La protesta
Inseguimento mozzafiato fino al porto
Arrestati quattro uomini, avevano appena tentato di rubare in una casa di Rispescia
CALA GALERA. Un tentativo di furto in villa andato male, un inseguimento mozzafiato sull’Aurelia e una deviazione che si è trasformata in una vera e propria trappola per quattro persone, tutte di origini italo-balcaniche, che ieri notte sono state arrestate dai carabinieri della compagnia di Orbetello. Tra loro, c’è anche un minorenne.
La prima segnalazione di quella Jaguar 3000 di colore grigio è arrivata al centralino della questura. Quell’auto, da qualche tempo si stava aggirando per Rispescia e poco prima, i quattro erano entrati in una villetta uscendo però, poco dopo, a mani vuote. Di quel tentato furto, i militari lo sapranno dopo, quando ormai tutte le pattuglie della compagnia, con una quindicina di militari, avevano cominciato una vera e propria caccia all’uomo.
Non erano ancora scoccate le dieci di giovedì sera, quando i militari hanno ricevuto la segnalazione. Prima sono intervenuti i carabinieri di Alberese, che hanno sentito gli abitanti di quella strada di Rispescia, testimoni di quell’auto che viaggiava tra le villette. Poi il proprietario della casa dove erano entrati.
Intanto, i quattro credevano di essere al sicuro su quella Jaguar potente e di poter filare via verso Roma, dove tutti vivono. Non avevano fatto i conti con gli uomini guidati dal capitano Marco Barone, che hanno messo in piedi una vera e propria caccia all’uomo, cominciata sull’Aurelia e finita a Cala Galera, sul porto.
La Jaguar, una volta arrivata ad Albinia, ha forzato il posto di blocco e ha imboccato lo svincolo per l’Argentario, poi ha svoltato sulla strada della Giannella. Da lì le alternative sono davvero poche. Non conoscevano la zona e si sono infilati in un vicolo cieco.
Davanti alla loro auto hanno trovato una sbarra, quella che blocca l’accesso al porto di Cala Galera.
Lì, vie di fuga non ce ne sono. Era mezzanotte e mezzo quando i militari sono scesi dalle loro auto per acchiappare quei quattro ragazzi che stavano scappando a piedi, tra le barche e i cantieri del porto.
Uno di loro è stato acciuffato subito. Gli altri tre invece, hanno tentato l’impossibile per sfuggire all’arresto. Al porto, di alternative ce ne sono poche. E al freddo dell’acqua di mare, hanno preferito nascondersi in una barca ormeggiata alla banchina.
È durato poco anche questo nascondiglio. I carabinieri, li hanno trovati dopo poche decine di minuti. Arrestati, anche loro, insieme al ragazzo acciuffato per prima.
Ieri mattina al tribunale di Grosseto si sarebbe dovuto svolgere il processo per direttissima. Il pm Alessandro Leopizzi ha rimandato l’udienza a lunedì mattina. Gli aspetti da chiarire sono ancora diversi. I carabinieri stanno indagando sui quattro arrestati, che sono finiti in carcere per il tentato furto dopo la rocambolesca fuga.
Ma su questi arresti hanno messo gli occhi addosso anche i militari di Perugia, che stanno dando la caccia agli assassini di Luca Rosi, l’uomo ammazzato durante la rapina nella sua villa, nel tentativo di salvare la fidanzata minacciata di stupro.
Non c’è alcun riscontro, per ora, che possa trattarsi della stessa banda.
I militari di Perugia non hanno per ora moltissimi elementi. Soprattutto, mancherebbero le impronte digitali.
Per quel che compete invece l’indagine dei carabinieri di Orbetello, che sono riusciti ad arrestare i quattro, le verifiche si concentreranno sui precedenti: sugli altri furti che sono avvenuti a Rispescia, in quelle villette isolate che fanno gola a chi prende di mira le abitazioni.
Francesca Gori
(ha collaborato
Claudia Della Verde)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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