Il Tirreno

Grosseto

"Abusi e corruzione". Indagato anche il sindaco

di Francesca Ferri
"Abusi e corruzione". Indagato anche il sindaco

Nel mirino della Procura il complesso ricettivo “Antiche terme di Sorano” Gli inquirenti ipotizzano scambi di mazzette e favori per ottenere permessi

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SORANO. Corruzione e abusi edilizi, denaro e favori in cambio di un occhio di riguardo alle pratiche; mazzette per avere il via libera alle opere, oltre a soffitte trasformate in appartamenti.Pesano come macigni le ipotesi di reato della Procura di Grosseto piombate martedì scorso su sette tra amministratori, funzionari comunali, imprenditori e professionisti di Sorano, e sfociate martedì nel blitz in municipio di finanza, forestale e polizia postale.

Nomi eccellenti finiscono nel registro degli indagati: il sindaco Pierandrea Vanni, l’assessore all’ambiente Rosalia Miracolo, l’ex assessore e geometra Ugo Lotti, l’ex dirigente comunale Gianfranco Giuliani, la dirigente dell’Ufficio urbanistica Simona Boncori, l’architetto Massimo Francardi e Franco Calvani amministratore della società Antiche Terme dell’Acqua di Sorano srl.

Al centro dell’inchiesta del pm Stefano Pizza c’è proprio la società di quest’ultimo e il complesso termale realizzato a partire dai primi anni 2000 a Santa Maria dell’Aquila, una quarantina di villette immerse nel verde con due vasche termali e migliaia di visitatori ogni anno. Il progetto risale a un piano attuativo del primo regolamento di Sorano degli anni ’80 che prevedeva la costruzione di 20mila metri cubi di immobili. La prima pietra fu posata nel giugno 2002 e i lavori terminarono nel 2006-2007.

Il progetto però non era completato del tutto. Un secondo stralcio di 8mila metri cubi sarebbe dovuto partire su terreni in parte di Calvani in parte di altri proprietari. Nel frattempo però l’allora consiglio comunale aveva approvato il piano strutturale – coordinato fra tre comuni, Pitigliano, Sorano e Castell’Azzara – che bloccava la previsione di edificabilità in quella zona. Le pratiche, poi, si sono sbloccate e il progetto giace adesso in attesa di approvazione.

Ed è proprio sulle modalità con cui il progetto è proseguito che la Procura vuole vederci chiaro. Secondo il magistrato, infatti, nel giugno-luglio 2009 Calvani avrebbe offerto all’allora dirigente dell’Ufficio tecnico di Sorano, Antonio Fumasoli, la nomina, anche a mezzo di un prestanome, a progettista e direttore dei lavori per l’ampliamento delle terme, e avrebbe offerto denaro in cambio del via libera in sede di relazione al piano strutturale da parte dell’ufficio tecnico all’incremento della volumetria che le norme urbanistiche in quel momento non avrebbero consentito. Ma c’è di più.

La Procura ipotizza che nella vicenda siano stati coinvolti anche l’architetto Massimo Francardi e il geometra Ugo Lotti. Il primo era stato componente della commissione paesaggistica comunale, poi progettista e direttore dei lavori del restauro della chiesetta all’interno delle terme. Il secondo, fino al 2007 assessore allo sviluppo rurale, è stato anche il progettista e direttore dei lavori per la Antiche Terme di Sorano. Secondo la Procura questi incarichi sarebbero appunto un “favore” concesso dalla società, insieme a del denaro, in cambio del via libera da parte di Francardi in sede di commissione ai progetti inerenti a quelle opere, e dell’interessamento di Lotti, quale assessore di quel Comune. Nel mirino degli inquirenti anche una casa venduta a Lotti a prezzo scontato nel complesso termale, l’assunzione della figlia nella struttura e la gestione dei servizi di pulizia sempre alle Terme di Sorano.

Nel vortice della Procura sono finiti anche l’attuale sindaco Vanni e l’assessore Miracolo, e i responsabili dell’ufficio tecnico Giuliani, in carica fino al 2008, e Boncori dal 2009 (fra i due l’ufficio fu retto da Fumasoli al quale secondo la Procura sarebbe stato offerto denaro; Fumasoli non è però indagato). Gli inquirenti ritengono che Vanni e Miracolo avrebbero ricevuto contributi economici in cambio dell’interessamento a favore dei progetti e degli interessi di Calvani; i secondi sarebbero intervenuti a favore dei progetti dell’imprenditore e avrebbero garantito il buon esito dei procedimenti amministrativi relativi, fino almeno al 2011.

Su Calvani, Lotti e Boncori pesa inoltre un’altra ipotesi di reato, quella cioè di aver i primi trasformato alcuni sottotetti del complesso residenziale in locali abitabili tramite un cambio di destinazione d’uso senza avere il permesso a costruire; la seconda di aver omesso i dovuti controlli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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