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Antincendio all’elisoccorso Prima vittoria al Tar

Antincendio all’elisoccorso Prima vittoria al Tar

GROSSETO. «La vicenda merita un approfondimento, in relazione alle questioni sottoposte, nella più opportuna sede del merito». Con queste parole si apre la speranza per i vigili del fuoco privati che...

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GROSSETO. «La vicenda merita un approfondimento, in relazione alle questioni sottoposte, nella più opportuna sede del merito». Con queste parole si apre la speranza per i vigili del fuoco privati che operano nelle piazzole di elisoccorso e che l’Enac vuole eliminare, da qui a tre anni.

Il 23 febbraio il Tar del Lazio, al quale l’Anisa, l’associazione nazionale imprese di sorveglianza antincendio, aveva fatto ricorso contro l’Enac e il ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha pronunciato un’ordinanza con la quale riconosce la validità delle obiezioni sollevate e chiede a Enac tutta la documentazione necessaria per poter decidere.

La battaglia contro lo smantellamento del servizio antincendio era partita dalla piazzola di Pegaso a Grosseto, su iniziativa dei sorveglianti antincendio che, improvvisamente, si erano sentiti dire da Enac che il loro lavoro, in sostanza, era «inutile». Il motivo, grottesco: non ci sono abbastanza incidenti da giustificare il costo del servizio.

L’ultima bozza di regolamento Enac del 20 ottobre 2011 con le nuove disposizioni prevede che le attuali basi Hems devono essere dotate di servizio di soccorso e antincendio se «svolgono con continuità operazioni con una media giornaliera di movimento uguale o superiore a 6 (3 voli andata e 3 al ritorno, ndr) nel semestre di riferimento». Secondo il ministero dei Trasporti la base del Misericordia fa in media 5,1 movimenti al giorno e dunque perderebbe l’antincendio. Delle 52 basi in Italia solo cinque conserverebbero il servizio (Ancona, Bologna, Ravenna, Verona, Firenze Careggi). Eppure il servizio non è di quelli da trascurare: gli elicotteri hanno serbatoi da 900 chili di cherosene: basta una scintilla e può scoppiare l’inferno.

Il Tar, adesso, sembra riconoscere l’importanza di questo servizio e apre per lo meno uno spiraglio alla discussione. Entro 60 giorni Enac dovrà presentare le copie del parere favorevole espresso dal Comitato consultivo tecnico economico e giuridico, dei verbali con le Regioni, della corrispendenza enti e associazioni coinvolte, le risultanze delle movimentazioni. E per il 14 febbraio 2013 è fissata l’udienza.

Esultano i 9 addetti grossetani. «È un ottimo punto di partenza e l’importante è partire bene - spiega Angelo Bocchi, caposervizio dell’antincendio alla piazzola di Grosseto - e voglio ringraziare Anisa e Confsal, il sindacato dei vigili del fuoco settore privato, per aver sostenuto questa causa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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