Attenzione
Cane a zonzo in città Il Comune vuole 162 euro dal padrone
MASSA MARITTIMA. Sui cani randagi il Comune di Massa Marittima non fa sconti. Una volta trovati senza padrone, gli animali vengono trasferiti nel canile convenzionato, dove ricevono tutte le...
MASSA MARITTIMA. Sui cani randagi il Comune di Massa Marittima non fa sconti. Una volta trovati senza padrone, gli animali vengono trasferiti nel canile convenzionato, dove ricevono tutte le attenzioni, vitto e alloggio compresi. Ma se salta fuori il microchip, ecco che al padrone viene consegnato, con l’amico a quattro zampe, anche il conto da saldare: l’ultimo caso parla di 162 euro, che il padrone dovrà risarcire al Comune per tutte le spese. Già a fine 2011 un caso simile: ordinanza notificata a casa, con l’obbligo di versare 70 euro per il cane trovato libero in città e accolto dal canile di Ribolla, convenzionato con Massa Marittima.
Il caso recente ha un conto più salato. L’animale è stato catturato dagli uomini del canile il 10 novembre, dopo che il Comune ne aveva chiesto l’intervento. Il cane infatti si aggirava per la vie di Massa Marittima e come da prassi fu trasferito nel canile roccastradino, dove è rimasto fino al 30 novembre. Lì gli impiegati hanno trovato il microchip sottopelle all’amico a quattro zampe. Un elemento che ha consentito di rintracciare il padrone: un uomo residente a Castellina in Chianti, provincia di Siena. I due si sono ritrovati e anche qui, come nel caso di dicembre, prima di poter scrivere il lieto fine della storia il padrone dovrà versare un importo per saldare le spese sostenute per la cattura e l’accoglienza dell’animale.
L’ordinanza parla di 3,90 euro al giorno per il mantenimento e 50 per il trasporto e la cattura, a cui occorre aggiungere l’Iva. A questa cifra (154,88 euro) il senese dovrà aggiungere le spese postali di 7,80 euro, per un totale di 162,68 euro. Ma questo avviso nella buca delle lettere del proprietario era già arrivato a gennaio, notificato il 23, per l’esattezza. E dato che ancora non è stato versato nulla, ecco che il Comune torna a battere cassa. Stavolta con un’ingiunzione di pagamento. Perché di questi tempi non si possono fare sconti. A nessuno. (a.f.)
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