Trasporti
Autobus, sono in rivolta sindacati e pendolari
Ugl e Cisl all’attacco: «Il piano è troppo penalizzante e taglia linee importanti ne avevamo uno migliore alternativo». E Simiani se la prende con la Regione
GROSSETO. I cittadini dei comuni a nord e sud della provincia, dall'Argentario a Massa Marittima, si sentono emarginati dal trasporto pubblico locale, falcidiato da un gran numero di tagli.
E sindacati che lamentano l'assenza di confronto e presentano un piano alternativo di razionalizzazione del servizio, che sia più favorevole all’utenza.
Tiemme- Rama deve difendersi da un fuoco di fila proveniente da più direzioni dopo i tagli, paventati o già attuati, di alcune corse in varie zone della Maremma. A partire dal metodo, con quell'assenza di concertazione denunciata da Ugl trasporti e Faisa Cisal che avrebbe portato alla potatura di rami tutt'altro che secchi.
«Abbiamo presentato un piano dopo aver ascoltato autisti e utenti, in modo da evitare l'isolamento di alcuni paesi – premettono le segreterie provinciali delle due sigle prima di affondare l'accusa – in Provincia però non ne sapevano niente, evidentemente deve esser stato dimenticato in qualche cassetto dell'azienda».
Il consiglio di amministrazione di Tiemme Spa, attraverso una nota, si è detto stupito «che solo due organizzazioni sindacali non abbiano completamente chiaro quanto sia complessa la situazione alla luce della drastica diminuzione delle risorse e del complicato contesto economico, con la crescita dell'inflazione, l'aumento dell'Iva e del costo del gasolio».
Sul metodo adoperato è il presidente Marco Simiani a replicare con fermezza, senza peraltro smentire quanto sostenuto dai sindacati.
«Il loro parere è consultivo ma non vincolante, le scelte sono state concordate con i Comuni e la Provincia. La concertazione doveva esserci e c'è stata solo sulle modifiche al sistema di lavoro, delle quali infatti si sono occupati la commissione turni e l'ufficio movimento».
Fino ad oggi sono stati eliminati 440.000 chilometri di corse e nel 2013, secondo gli ultimi indirizzi regionali, dovrebbero esserci ulteriori tagli. E per un territorio come la Maremma che ha distanze importanti.
E Marco Simiani non punta il dito contro il governo bensì verso la giunta regionale, nonostante il governatore Enrico Rossi e l'assessore ai trasporti Ceccobao appartengano, come lui, al Partito democratico.
«L'esecutivo Monti ha ripristinato gli 800 milioni di euro che Berlusconi aveva decurtato. In questo modo il fondo stanziato per il tpl torna ad essere di 1,6 miliardi, come era nel 2010. Così molte regioni hanno deciso di scongiurare alcuni tagli mentre la Toscana prosegue in quella direzione mettendoci in fortissima diddicoltà».
Ceccobao ha motivato la stretta ai rubinetti con i margini di ottimizzazione del servizio. «Allora mi chiedo, perché fare nel 2013 la gara per l'affidamento del servizio unico su gomma e l'anno successivo quello ferroviario, non sarebbe più utile bandire una gara unica integrata?»
L'interrogativo devono esserselo posti anche tutti quei pendolari (vedi articolo accanto) che hanno scritto a Il Tirreno per segnalare i disagi a Monte Argentario, Orbetello e Massa Marittima.
«La razionalizzazione è stata fatta in base ad alcuni criteri ben definiti: il rapporto tra il chilometraggio della tratta ed il numero di passeggeri; la possibilità di soluzioni alternative all'autobus per raggiungere la stessa meta. Così si spiega tanto per fare un esempio – conclude Marco Simiani – l'eliminazione della corsa Grosseto-Roma Fiumicino, dato che la capitale è ben collegata con i treni». Treni che, a dire il vero, non fermano tutti a Orbetello, mettendo in difficoltà soprattutto i pendolari che vivono in laguna e sul promontorio dell’Argentario.
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