Il Tirreno

Grosseto

Più tecnologia e investimenti La nuova Mabro riparte da qui

di Francesca Gori
Più tecnologia e investimenti La nuova Mabro riparte da qui

Un piano industriale che prevede macchinari di ultima generazione e l’ingresso sui mercati mondiali Acceleratore premuto sul su misura e sul “fason” di alta gamma per mantenere l’occupazione

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GROSSETO. Il piano industriale ora c’è. Quello che Abbigliamento Grosseto, almeno per qualche giorno ha deciso di tenere top secret, sono le cifre che finiranno nelle caselle vicine agli obiettivi pensati dalla società proprietaria dell’ex Mabro. Le scadenze si avvicinano: entro il 17 marzo, la società deve presentare il piano industriale per accedere alla cigs, chiesta appunto al ministero per ristrutturazione aziendale. Ma soprattutto, quel documento che le vestaglie azzurre stanno chiedendo ai nuovi vertici di Abbigliamento Grosseto è già pronto e finalmente darà le linee guida per i prossimi due anni di attività.

Con un investimento complessivo di un milione e centocinquantamila euro, suddivisi in ventiquattro mesi (500mila euro per il 2012 e 600mila per il 2013) e modulato su diverse voci: impianti, macchinari e attrezzature diventeranno più tecnologiche, con l’introduzione di software capaci di rilevare automaticamente le misure per la realizzazione dei capi su misura e per la loro diretta trasmissione al reparto produttivo, la rete commerciale sarà potenziata attraverso l’apertura di nuovi showroom e punti vendita, Milano e Roma in testa, e verranno investiti soldi anche per la formazione del personale che resta al lavoro oltre che quello che usufruisce delle ore di cassa integrazione straordinaria.

Personale che dovrà darsi da fare per migliorare nei settori commerciale, informatica, produttiva e di controllo della qualità come all’interno dell’ufficio stile che sarà creato proprio da qui a qualche settimana. Avanti tutta quindi sul design.

L’idea di Abbigliamento Grosseto infatti, è quella di puntare sul su misura, che nel mercato maschile luxury rappresenta un punto centrale della produzione.

Una scelta, questa, che in due anni dovrò portare la Mabro a un mix composto dal 33% di programmato, 33% su misura e 34% conto terzi (facon di alta gamma). Gucci, Prada e Zegna, questa scelta l’hanno già fatta. E la Mabro potrebbe candidarsi come la fabbrica che, grazie al lavoro delle vestaglie azzurre può tranquillamente confezionare capi sia a marchio proprio che in conto terzi per le grandi case di moda.

Non solo la forza del made in Italy, ma quella del made in Tuscany.

Tra gli obiettivi di miglioramento c’è la realizzazione di 32mila capi, che potrebbero garantire all’azienda la piena occupazione .

Se il prodotto quindi, così come esce dalla fabbrica, è quello che caratterizza la Mabro, l’azienda dovrà crescere anche in termini di marketing: nuovi cataloghi, nuove campagne pubblicitarie e sponsorizzazioni di eventi, per far conoscere il marchio anche al di fuori di Grosseto.

E proprio in questo settore, la società sta cercando di trovare canali di co-branding insieme ai grandi marchi della moda, quelli conosciuti agli appassionati di fashion, per dare maggiore visibilità al proprio prodotto.

Un contenitore, quello del nuovo piano industriale, dove la Mabro viene ripensata a 360 gradi, dopo un anno di lavoro da parte della nuova società.Che ha chiuso quest’anno il bilancio in pareggio e che attende anche l’ingresso di nuovi soci.

Anche perché gli abiti Mabro ora devono sfondare all’estero. I mercati analizzati, quelli che l’azienda cercherà di penetrare sono la Cina, ma anche il Brasile, la Russia, i Paesi Arabi e l’India. Nel resto del mondo, il marchio ha già cominciato a circolare.

È arrivato quindi il momento di trovare nuovi clienti in quei Paesi dove lo stile e la moda stanno sbarcando con forza imponendo la classe italiana su tutte le altre produzioni.

In questo modo, la Mabro potrà farcela ad uscire da quella situazione di stallo che l’anno scorso l’ha quasi portata a chiudere i cancelli di una delle aziende che più hanno dato al mercato della moda italiano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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