Il dolore
Parte del Pd vuole silurare Panfi
Caccia alla “talpa” per la cena dell’astice. Ma in gioco ci sono le nominealla Fondazione Grosseto Cultura e al Parco della Maremma
La “cena dell’astice” ha messo in subbuglio il Pd. Da una parte c’è la caccia alla talpa, così precisa da raccontare anche il menu (con qualche errore, però: al tavolo c’era Michele Agostini e non Paolo, ci scusiamo con gli interessati), dall’altra si cerca di interpretare cosa ci sia dietro a quanto accaduto. E c’è chi arriva a pensare che anc he la lettera pubblicata ieri, di Daviddi, sia parte del disegno.
Misteri della politica grossetana del centrosinistra, più portata a dividersi che ad avere un disegno preciso. E corale. Una cosa è certa: forse non tutti coloro che erano a gustare le prelibatezze di Emilio al Mare erano consapevoli al 100% di cosa sarebbe stato al centro della discussione. Qualcuno, ma ad essere sinceri non ci crediamo troppo, si sarebbe anche giustificato dicendo che pensava di andare ad un compleanno... Qualcuno pensa che si cerchi di fare le scarpe a Roberto Panfi, accusato da una minoranza del partito di aver sposato troppo la “linea-Valentini”, esponente di spessore ma pur sempre animatore della lista arrivata seconda al congresso. Qualcuno, forse, ha pensato che Panfi possa essere (ma non è così...) un probabile assessore.
Dall’altra, anche se qualcuno nega, si ipotizza che a tavola si sia parlato anche delle prossime nomine, alla Fondazione Grosseto Cultura e al Parco della Maremma. Dove, è probabile, non conteranno le qualità specifiche, ma solo gli appoggi.
Sul tema, ieri, abbiamo anche chiamato il segretario. Ma Roberto Panfi, che vorrebbe tenere insieme tutte le anime di un partito... sfuggente, non ha commentato la cena: «A ottobre abbiamo fatto un documento programmatico. Quella è la nostra linea e su quella andiamo avanti. Se poi ci sono davvero delle componenti del partito che non lo condividono o che vogliono cambiare qualcosa, ne possiamo parlare in assemblea». (g.f.)
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