La manifestazione
Gavorrano fa spazio alla musica
Borghi trova un fondo al Teatro delle Rocce: sarà sala prove per giovani band
GAVORRANO. A Gavorrano è in espansione un fenomeno tanto positivo quanto indomabile: la musica.
«È un fiorire di gruppi musicali e band giovanili: stiamo esprimendo anche eccellenze sul piano nazionale e regionale», dice soddisfatto il sindaco Massimo Borghi, che ora ha pronto per i giovani musicisti un locale per le prove.
Del resto, tra le vie del comune minerario «è in forte incremento il numero di ragazze e di ragazzi che si dedicano con passione alla musica ed al canto», continua Borghi. Fin qui c’è solo da gioire di questa febbre musicale che ha contagiato i giovani gavorranesi. Un fatto positivo «sia sul piano della crescita culturale autonoma, sia su quello dell’aggregazione sociale», commenta il primo cittadino.
Un problema però c’è. Un solista di chitarra può esercitarsi anche in camera sua, ma una band, con il cantante, la batteria e tutti gli altri strumenti, necessita di spazi idonei, dove poter, nel caso, fare la confusione che serve.
E così, fino ad oggi, «i ragazzi fanno le loro prove nei posti più disparati, garage, fondi, vecchi poderi abbandonati». Insomma, luoghi dove occorre arrangiarsi. Ma ai ragazzi e ai cittadini in generale non bastano. Infatti, spiega Borghi, «c’è una forte richiesta di un luogo dove poter suonare, dove poter effettuare le prove necessarie a tutti coloro che vogliono dedicarsi al canto e alla musica». E ovviamente, continua il sindaco, «ritengo che il luogo deve essere, luogo pubblico, a disposizione di tutti».
E dopo un’accurata ricerca sembra che qualcosa si sia trovato. «In questi giorni sono venuto a conoscenza che esiste un luogo di proprietà comunale, oggi usato come magazzino, che potrebbe fare al caso in questione», dice Borghi. Si tratta di un fondo sotto le tribune del Teatro delle Rocce. «Vi ho fatto un sopralluogo, sono grandi abbastanza e possono, con piccoli aggiustamenti essere resi immediatamente fruibili come sale prove».
Questo magazzino sembra calzare a pennello per i ragazzi. «Il luogo, oltre ad essere ospitato in un vero e proprio tempio della cultura, è lontano dai centri abitati e chi suona non arrecherebbe nessun disturbo ai cittadini». Assoli di batteria senza problemi dunque.
Ora occorre qualche passaggio per trasformare il fondo da magazzino in sala prove. Non solo di carattere tecnico, appendendo i contenitori di uova alle pareti per insonorizzare l’ambiente, ma anche burocratici. «Serve un’associazione culturale, in grado di gestire il luogo, di convenzionarsi con il Comune e soprattutto di trasformarlo in luogo aperto a tutti coloro che sul nostro territorio fanno musica».
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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