Sicurezza
Follonica, quasi seicento in coda per un lavoro
Alla Borsa dell’Ebt un boom di presenze. Cresce il numero di padri e madri di famiglia che hanno perso l’impiego
FOLLONICA
Padri e madri di famiglia rimasti da un giorno all’altro senza il pane quotidiano, senza un impiego: nella prima giornata della Borsa Mercato del Lavoro si avvertono pesanti i segni della crisi economica in corso.
L’affluenza al primo appuntamento con il grande ufficio di collocamento organizzato dall’Ente Bilaterale per il Turismo al nuovo ippodromo di Follonica ha stupito gli stessi imprenditori che hanno preso parte all’evento. A fine giornata i dati ufficiali hanno contato 580 persone in cerca di lavoro, giunti in prevalenza da Grosseto, Follonica e comuni limitrofi della provincia di Grosseto, ma anche da altri centri della Toscana e del Lazio.
Alle nove e mezzo, ieri, in ogni caso c’era già la fila davanti all’entrata. Uomini e donne con in mano il loro curriculum aspettano ansiosi l’avvio dei colloqui. E l’afflusso dura tutto il giorno, con tanti che arrivano a piedi, nonostante la Sarzanese non sia proprio il paradiso dei pedoni.
I candidati in attesa parlottano tra loro, raccontandosi esperienze, aspettative, delusioni. Molte storie simili: impieghi perduti dopo anni di lavoro continuativo, figli a carico e ultime esperienze solo stagionali. L’aria che si respira è di speranza ma al tempo stesso di rassegnazione a una situazione drammatica che non accenna a migliorare.
Il successo ottenuto sin da subito dall’evento creato dall’Ente Bilaterale ha messo in evidenza un dato importante: in moltissimi hanno perso il lavoro che magari avevano da anni e ora sono pronti ad accettare anche un contratto stagionale pur di avere un’occupazione che dia un po’ di respiro.
«Ho 42 anni e due figli – racconta Massimiliano – la ditta edile dove lavoravo mi ha licenziato dopo otto anni. Sono venuto a conoscenza della Borsa Lavoro organizzata a Grosseto, così ho chiamato l’Ente che mi ha spiegato che sarebbe stata fatta anche a Follonica, dove vivo. Così stamani sono venuto qua: il settore che mi interessa è quello arancione (associazioni, stabilimenti balneari, strutture turistiche e villaggi, ndc.), potrei fare il manovale, il cameriere no per esempio».
Come lui anche Claudio, 44 anni e tre figli da mantenere. «Io lavoravo come manutentore a tempo determinato in una struttura ricettiva, oggi spero di trovare qualcosa di simile».
«Quello che mi piacerebbe in questa giornata è trovare un lavoro che duri al meno cinque o sei mesi l’anno come cameriere», racconta il ventitreenne follonichese Roberto. «Per ora ho sempre fatto le stagioni non ho mai avuto un posto fisso».
Moltissime poi le donne. «Una mia amica mi ha chiamata da Grosseto per avvertirmi – dice Simona – ed eccomi qua. Ho lavorato sino a gennaio e ora cerco di nuovo un impiego, anche stagionale, se non c’è di meglio». Nella stessa sua situazione Lisa e Alice: tutte disoccupate, tutte sulla trentina. Una fotografia chiara: la crisi è arrivata nel Golfo e ha colpito tanti. Tanti italiani, per una volta assai più numerosi degli stranieri nella “fila” di chi ha bisogno di un posto di lavoro.
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