Sicurezza
Addio porto, più spazio alla piccola nautica
Darsena a Pratoranieri ed area attrezzata alla foce del Petraia: ecco i progetti (concreti) della giunta
FOLLONICA. Offrire un ricovero più sicuro e ordinato ai natanti di Follonica. È questo l’obiettivo del governo cittadino per rilanciare lo sviluppo economico del settore nautico locale, che si tradurrà nell’aumento e nella maggiore cura degli approdi riservati alla piccola nautica.
Un cammino ancora lungo ma che l’amministrazione sembra avere imboccato con convinzione, al termine di un processo partecipativo che ha cercato di coinvolgere tutte le numerose parti interessate.
Fra le tante proposte scaturite negli ultimi anni, la giunta follonichese ha deciso di puntare principalmente su due progetti: la realizzazione di una darsena a Pratoranieri (ai margini del fosso Cervia) e di un’area attrezzata alla foce del Petraia, strutture in grado di riqualificare l’esistente attraverso un miglioramento degli standard ed evitando nuove trasformazioni che possano incidere sull’equilibrio costiero attuale. «Questi due ambiti – confermano gli indirizzi sulla nautica approvati dalla Giunta nei giorni scorsi – hanno tutte le potenzialità per essere riqualificati, trasformandoli secondo gli obiettivi del piano regionale».
Il futuro polo nautico follonichese punterà quindi su tre infrastrutture: il fosso Cervia che andrà sviluppato prevedendo l’istituzione di 200 posti barca di 7 metri e una sede tecnico-amministrativa; la sede della Lega Navale Italiana con un progetto unitario di riqualificazione complessiva e la darsena interna a Pratoranieri che si vada a integrare con le altre due realtà vicine.
Nella zona sud, quella della foce Petraia, è previsto invece un fronte di 45 metri sul lato sud della foce con accesso integrato e attrezzato e una configurazione di area arredata urbana mediante opere collegate al pennello scogliera sul lato sinistro, con un potenziamento delle opere di difesa della costa. L’obiettivo è sistemare lo specchio acqueo per poter così realizzare un punto di ormeggio per i piccoli natanti e l’installazione di pontili galleggianti e la sistemazione delle aree a terra.
Sembrano invece definitivamente archiviate le proposte di strutture portuali progettate sul tratto di litorale fra le Tre Palme e il Petraia e la darsena interna nell’area dell’ex depuratore. «La realizzazione di una struttura portuale comporta un impatto sulla linea di costa – si legge nel documento di indirizzo – che potrebbe creare nel Golfo un diverso assetto del deposito sabbioso con difficile previsione comportamentale del movimento che potrebbe generare grande erosione o deposito eccessivo di sabbia. La modifica dell’assetto originario della costa inciderebbe sulle attività degli stabilimenti balneari e su tutte le altre attività che utilizzano la risorsa mare».
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