Il Tirreno

Grosseto

Restauro in piazza, telenovela continua

di Claudia Della Verde

Il Comune chiede i danni alla prima ditta incaricata dei lavori al Palazzo del Governatore. E annuncia l’arrivo della quinta

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ORBETELLO

Correva l’anno 2008, quando, conferito l’incarico di progettazione, si iniziò a parlare dei lavori di restauro del palazzo del Governatore, in piazza Eroe dei due Mondi. Particolare interesse rivestivano gli interventi alla torre dell’orologio e al monumento in memoria di Garibaldi, per i quali, nel 2009, fu incaricata la ditta Lanzetta Francesco di Orvieto. La spesa per la “rimessa a nuovo” di un luogo simbolo di Orbetello ammontava a 226mila euro, con una previsione di chiusura del cantiere in tempi brevissimi (a maggio 2009 si pronosticava infatti la conclusione per il novembre di quell’anno).

Tanto tempestivo però l’intervento non fu, al punto che, a seguito di gravi inadempienze contrattuali e irregolarità denunciate, oltre che a ritardi nella consegna dell’opera, il Comune si vide costretto a risolvere il contratto in danno alla ditta esecutrice, nel settembre 2010. Da allora in poi tutto fermo, con poco stupore da parte dei cittadini orbetellani “direttori esterni dei lavori”, i quali, vedendo il cantiere assai sguarnito di personale, avevano già diagnosticato lo stato di cattiva salute della ditta affidataria. Nella piazza, andati via i pochi operai, rimasero infatti le impalcature, ormai vuote, e il pericoloso materiale di cantiere che il Comune intimò alla società Lanzetta di rimuovere entro un mese. Invito disatteso, tant’è che a liberare l’area pensò un’altra impresa, la Romanucci srl., che provvide solo a una prima fase di smontaggio di recinzioni e rimozione materiali, mentre non fu possibile intervenire sulle impalcature perché di proprietà di un’altra azienda, la Tecnoponti di Grosseto, peraltro non autorizzata al subappalto.

In tutta questa vicenda furono smarriti anche i cartigli in bronzo facenti parte del monumento a Garibaldi e la barra fermalancette dell’orologio, “tenuti”, senza la necessaria autorizzazione, in un laboratorio dell'impresa Lanzetta e recuperati dal Comune di Orbetello nel febbraio 2011. Comune che il mese prima aveva chiesto l’escussione della polizza fidejussoria di garanzia (31mila euro), soldi mai versati a dispetto di vari solleciti.

Ora, a quattro anni dall’inizio della storia, con altri sfortunati eventi che si sono susseguiti nel tempo (quattro ditte affidatarie rivelatesi non in regola), l’amministrazione chiede i danni alla prima società con cui stipulò l’accordo.

Incaricato l’architetto Giancarlo Pedreschi di Porto S. Stefano di collaudare e accertare la regolarità tecnico-amministrativa dell’opera compiuta dal Lanzetta fino al momento della risoluzione, prima del subentro di un’altra ditta, sono state tirate le somme. A conti fatti l’azienda risulta aver eseguito lavori per circa 93mila euro (la ditta ne aveva quantificati 121mila), avendo ricevuto dal Comune un acconto di circa 55mila euro. La ditta “avanzerebbe” dunque 37mila euro. Senonché la stessa deve pagare la penale per i ritardi (22mila euro), varie multe della municipale, risarcimenti a privati (come nel caso del ristorante “Elefantino al mare” inglobato dal cantiere), pagamento Tosap (occupazione suolo pubblico) e via dicendo. Una cifra ancora da quantificare, comunque superiore al credito della ditta Lanzetta, così come evidenzia la delibera di giunta del 28 febbraio scorso.

Inevitabile il ricorso a un avvocato, con tutte le ulteriori lungaggini che – sul fronte del recupero dei danni subiti – la battaglia legale comporterà. Per il restauro, invece, almeno una “buona notizia” pare esserci: questa novella dagli aspetti tragicomici sembra al suo epilogo. Lo conferma l’assessore ai lavori pubblici, Giuliano Baghini che, accusando di leggerezza nel seguire i lavori la precedente amministrazione, annuncia l'arrivo della quinta azienda restauratrice, la Corema di Pisa. «Tra un paio di settimane, effettuate le ultime procedure, si passerà all’affidamento dei lavori», assicura Baghini. Che sia la volta buona?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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