Il Tirreno

Grosseto

«Perché l’ufficio stampa viene dato a una società?»

«Perché l’ufficio stampa viene dato a una società?»

Provincia, De Carolis interroga il presidente sull’esternalizzazione del servizio «Voglio chiarimenti anche sui tempi tra il bando e l’indagine di mercato»

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GROSSETO

La Provincia decide di dare in appalto all’esterno l’ufficio stampa, con un bando “ad hoc” e l’avvocato Alessandro De Carolis interroga il presidente. Vuole vederci chiaro e capire se tutto è stato fatto nei termini di legge .

L’esponente di opposizione richiama la legge 150, che disciplina la materia. «La legge prevede – scrive – che negli Enti pubblici l’informazione sia gestita da portavoce e ufficio stampa e ogni amministrazione definisca le strutture e i servizi. Si prevede inolte che il vertice dell'amministrazione pubblica possa essere coadiuvato da un portavoce, anche esterno all'amministrazione. Inoltre le amministrazioni pubbliche possono dotarsi, anche in forma associata, di un ufficio stampa: uffici stampa costituiti da personale iscritto all'albo nazionale dei giornalisti. Tale dotazione di personale è costituita da dipendenti delle amministrazioni pubbliche o da personale estraneo alla pubblica amministrazione in possesso dei titoli».

«Inoltre l'ufficio stampa – aggiunge De Carolis – è diretto da un coordinatore. Lo stesso e i componenti dell'ufficio stampa non possono esercitare attività professionali nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria».

Fatta questa premessa, De Carolis esamina il bando: «È stato pubblicato – aggiunge – il 16 novembre 2011 e prevede un’“indagine di mercato per l’affidamento del servizio di ufficio stampa” e l’affidamento dell’incarico ad una “società” anziché a persone fisiche, sebbene si richieda che essa debba attestare di “disporre di almeno due persone iscritte all’Ordine dei giornalisti con un adeguato profilo professionale ed esperienza specifica nel settore comunicazione”. Inoltre il servizio sarebbe affidato “mediante cottimo fiduciario tramite il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa” ma che, nonostante la preliminare previsione della indagine di mercato, in esso si dispone che “gli interessati potranno presentare apposita istanza entro le 12 del 02.12.2011 - pena la non accettazione”, vale a dire 16 giorni dopo la pubblicazione del bando».

Rileva poi De Carolis che ad oggi, sebbene nella home page del portale internet dell’Ente si indichi un “Ufficio Stampa”, ciccando sul relativo link si viene inviati alla mascherina de “L’Ufficio Comunicazione e ICT”. Per questo chiede perché non esista un ufficio stampa ma un ufficio comunicazione, se chi dirige quest’ultimo sia in possesso dei requisiti, quanti siano i compensi percepiti dal dirigente e in base a quale tipo di inquadramento contrattuale, quali siano le esatte mansioni di chi lo dirige, quanti e chi siano stati gli eventuali stagisti e/o borsisti. De Carolis vuole anche sapere se «tra i dipendenti della Amministrazione provinciale vi sia chi abbia i requisiti e in caso affermativo se prima di emanare il bando siano stati interpellati». Ci sono domande anche relativamente a chi sia stata commissionata l’indagine di mercato: e «visto che l’Ente “ad esito dell’indagine di mercato”, avrebbe invitato “i concorrenti che, in possesso dei requisiti richiesti, faranno pervenire l’istanza nei termini e con le modalità prescritte dal presente avviso”, per quale motivo sia stato stabilito un così breve lasso di tempo (sedici giorni) tra la pubblicazione del bando e quindi l’affidamento dell’indagine di mercato e per quale motivo sia stato deciso di affidare esternamente l’Ufficio stampa a “società”, anziché a persone fisiche come sarebbe stato dovuto e necessario ai sensi di legge».

Chiude l’avvocato Ginanneschi, capogruppo del Pdl in consiglio provinciale: «Cosa si intende per “disporre di almeno due persone” e per quale motivo nel bando non sia stata prevista la durata dell’incarico?».

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