Il Tirreno

Grosseto

Floramiata: futuro sempre più buio

di Fiora Bonelli
Floramiata: futuro sempre più buio

Il piano industriale non convince le istituzioni, si va verso l’amministrazione straordinaria per mantenere l’occupazione

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GROSSETO

 Floramiata, le nubi sono sempre più minacciose. I partiti di centr sinistra di Piancastagnaio, Pd, Sel, Psi e Udc escono sulla vicenda di Floramiata, azienda società per azioni florivivaistica, che è la più grande d’Europa e da tempo, ormai, sta attraversando un periodo di crisi profonda.

«Il recente incontro organizzato proprio per prendere in esame il piano industriale dello stabilimento serricolo di Casa del Corto, che si è svolto a Firenze tra l’azionista di Floramiata, la Regione Toscana, le istituzioni locali e i sindacati, si è concluso con un nulla di fatto a causa della assoluta inconsistenza del progetto industriale illustrato dalla proprietà - commenta il centrosinistra - Intendiamo confermare il nostro consenso ai documenti approvati dalle istituzioni e la piena solidarietà ai rappresentanti della Regione Toscana e del Comune di Piancastagnaio. Ciò che rattrista ed inquieta è constatare come, di fronte ad un passaggio tanto delicato per il futuro di Floramiata e delle centinaia di dipendenti che vi lavorano, l’azionista continui a scappare dalle proprie responsabilità, confermando ancora una volta una colpevole inadeguatezza imprenditoriale. La cosa è tanto più grave poiché dalla concretezza e affidabilità del piano industriale dipenderà in larga misura la decisione del magistrato sulla richiesta di concordato presentata inopinatamente nel dicembre 2011».

La domanda del centrosinistra è «come sia stato possibile portare Floramiata a tal punto d’indebitamento da rendere possibile una vera e propria rovina. Quali errori manageriali sono stati compiuti?».

I partiti di centrosinistra sottolineano anche come l’impiego del calore geotermico ed i conseguenti vantaggi fiscali che costituiscono la voce più significativa del bilancio aziendale, la solerte e benevola attenzione delle istituzioni locali e del mondo bancario e la riconosciuta professionalità dei dipendenti, avrebbero dovuto consentire a Floramiata una crescita esponenziale e la costituzione di un vero e proprio distretto florovivaistico grazie anche alla disponibilità del calore a costi competitivi. Previsioni che però, non si sono avverate.

« Al contrario, la produzione è in stallo, - osserva il centrosinistra - il fatturato è sempre più magro, l’indebitamento è salito vorticosamente a qualche decina di milioni di euro. Di nuove aziende non si parla, anzi non è azzardato affermare che la miope politica del proprietario delle serre è stata di serio ostacolo alla mancata nascita di nuove imprese del settore. Pur non volendo interferire nelle autonome decisioni che la magistratura dovrà assumere sulla domanda di concordato, condividiamo anche noi l’opinione del Consiglio Regionale della Toscana secondo cui non vi fossero garanzie per i livelli occupazionali attuali e prospettive positive non resta che attivare la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi».

Un’amministrazione straordinaria che potrebbe servire a traghettare la società fuori da questo periodo di crisi economica e che potrebbe dare modo ai dipendenti di continuare a coltivare una speranza per mantenere il loro posto di lavoro a partire proprio dall’intervento delle istituzioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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