Sicurezza
Boom di migranti Tanti aiuti dalla diocesi
CASTEL DEL PIANO Castel del Piano e l’immigrazione. Con una percentuale di molto superiore alla media nazionale, il paese amiatino si interroga discutendo sul dossier statistico immigrazione della...
CASTEL DEL PIANO
Castel del Piano e l’immigrazione. Con una percentuale di molto superiore alla media nazionale, il paese amiatino si interroga discutendo sul dossier statistico immigrazione della Caritas: “Oltre la crisi insieme. Qualità della vita nelle zone montane”. Il comune di Casteldelpiano e la Caritas diocesana di Siena-Colle Val d’Elsa e Montalcino organizzano venerdì, nella sala polivalente del palazzo pubblico, alle 16, un convegno su questo tema, con l’intervento del direttore Caritas diocesana Giovanni Tondo, dei sociologi Walter Nanni e Fabio Berti, dela professoressa Giovanna Longo, del presidente Conferenza sindaci Emilio Landi, dell’assessore al sociale Romelia Pitardi. Un argomento assai caldo, questo, a Castel del Piano, dove la presenza di stranieri tocca il 14%, percentuale di circa 2 punti superiore alla media nazionale. Il 40% di bambini nati nel 2011 è figlio di stranieri, con una crescita del 10 % rispetto al 2010. «Sono dati importanti - commenta l’assessore Romelia Pitardi - che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare: ne dobbiamo discutere pubblicamente con tutta la popolazione immigrata e italiana affinchè si stabilisca un rispetto reciproco che la base per costruzione di una nuova società in costante evoluzione». Un crescendo, la presenza di immigrati, che implica riflessioni sulla scuola, sulla capacità di assorbimento, sulla possibilità di risposta del tessuto sociale di offrire lavoro, sulla forza di integrazione reciproca. Nella pratica quotidiana della Caritas coordinata da don Giovanni Zecca, gli interventi sono di vari: «Assistiamo una trentina di famiglie - dice - e non solo straniere, ma anche italiane. La distribuzione avviene settimanalmente, alternando cibo e vestiario e siamo collegati alla diocesi di Siena per attingere al microcredito diocesano in casi di. Nel 2011 abbiamo speso denaro per circa 5000 euro a cui vanno aggiunti gli interventi di carità parrocchiale che sono di 8000 euro».(f.b.)
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