Il Tirreno

Grosseto

Affresco “evirato”, per Roma è tutto ok

di Alfredo Faetti
Affresco “evirato”, per Roma è tutto ok

Dopo le critiche sulla sparizione di un “baccello”, il ministero ispeziona e promuove il restauro alle Fonti dell’Abbondanza

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MASSA MARITTIMA

Il restauro dell’ “Albero della fecondità” è buono: lo dice anche il ministero. Sembra così chiudersi la vicenda che alla fine dell’state scorsa ha travolto i lavori su secolare affresco di Massa Marittima.

Ma quale fine abbiano fatto gli “attributi” spariti da uno dei frutti fallici rimane un mistero. Il ministero per i Beni e le attività culturali infatti, dopo aver visionato l’opera, si è limitato a constatare il risultato del restauro. «Le operazioni di restauro eseguite a suo tempo sull’opera dalla ditta incaricata Gavazzi, con la consulenza dell’opificio delle Pietre Dure e dell’università di Siena, risultano sostanzialmente corrette e certamente non hanno pregiudicato lo stato dell’affresco, che ad oggi risulta, invece, essere buono».

Insomma, tutto bene. Anche riguardo a quel famoso frutto di forma fallica, che alla fine degli altri presenti nel disegno si è ritrovato “evirato” alla fine dei lavori. Un particolare, che ha fatto il giro del mondo, sollevato da un esposto, firmato da Gabriele Galeotti, dirigente della lista civica Massa Comune, in cui si parlava di un «restauro fortemente compromesso nella sua autenticità».

Più precisamente, «l’affresco presentava evidenti lacune, tra cui un fallo senza attributi in diversi particolari della parte centrale  completamente diversi dall’originale». Ed è proprio per questo esposto che è intervenuto il ministero, contattato dal suo organo periferico: la soprintendenza delle province di Siena e Grosseto. I tecnici sono arrivati il 15 febbraio e hanno steso la loro relazione, in cui si legge che «sulle metodologie e i materiali impiegati in quest’ultimo necessario intervento di restauro, cui si riferisce l’esposto, non si hanno particolari obiezioni da sollevare».

Però, ad oggi nessuno ha chiarito con precisione i perché di quel particolare. Eppure quel frutto fallico adesso sembra una semplice “ciabatta”. Una spiegazione la provò a dare la stessa soprintendenza, proprio nel periodo delle critiche. «Tale operazione – disse il soprintendente Mario Scalini riguardo al restauro – è stata condotta con ogni possibile accortezza e non può in alcun modo aver radicalmente modificato parti originali dell’opera. Nel caso si è sacrificato un “rinforzo” non originale del precedente restauro integrativo».

Un “rinforzo” che comunque, a detta di Scalini, non avrebbe comportato alcun mutamento nel senso estetico dell’opera. «Nell’albero compaiono un gran numero di “baccelli”, che risultano dettagliati in forma anatomica di sesso maschile sufficienti a lasciar intendere l’aspetto originale della lacunosa».

Ora c’è anche l’ok del ministero. E forte di questa relazione tecnica, il sindaco Lidia Bai risponde a Massa Comune. «Trovo molto controproducente per la collettività, che professionisti come Galeotti ed esponenti politici abbiano costretto con incompetenza a far spendere tempo e risorse persino alla soprintendenza, che per fortuna, grazie alla ricchezza del patrimonio storico artistico italiano, ha molto altro da fare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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