Il dolore
Il “patto dell’astice” Pd a cena da... Emilio
GROSSETO Chissà se la scelta del giorno (con Emilio Bonifazi all’estero) e del ristorante (l’ottimo Emilio al mare) è stata casuale oppure se è stato un “andiamo da Emilio per non pensare ad Emilio......
GROSSETO
Chissà se la scelta del giorno (con Emilio Bonifazi all’estero) e del ristorante (l’ottimo Emilio al mare) è stata casuale oppure se è stato un “andiamo da Emilio per non pensare ad Emilio...”.
Certo è che un bel gruppone di esponenti del Pd si sono trovati, mercoledì scorso, per una cena, organizzata in gran parte da Massimo Alessandri, Walter Lunardi e Maurizio Frosolini, che aveva l’intento di iniziare a parlare della creazione di una nuova area politica interna al partito.
Sia chiaro, non tutti erano presenti con quella intenzione, qualcuno era stato solo invitato ad “ascoltare” e magari non aderirà, ma il gruppo, più di venti persone, era bello nutrito.
Dunque, fra gli altri c’erano anche due assessori, Valentina Mancini e Arsenio Carosi, oltre ai consiglieri comunali Stefania Laurenti, Pietro Migliaccio, Lorenzo Mascagni e Biagio D’Alise.
Ma non solo, seduti al tavolone ecco anche Donatella Bigozzi, Ambra Cortesi, Alfio Giomi, Claudio Sbrana, Valerio Pizzuti, Francesca Marri, Mario Malentacchi.
Varie anime del Pd, quindi, alcuni con incarichi importanti, altri rimasti un po’ ai margini in questa legislatura.
Non è finita. Su un lato del tavolo ecco Cecilia Buggiani, l’ex assessore Anna Guidoni, il commercialista Paolo Agostini, Riccardo Vannozzi. Luca Furzi, Mariano Molinari.
Insomma, alla corte di Emilio (Quattrini, il ristoratore...) c’era una bella fetta di Partito Democratico. A parlare è stato soprattutto Massimo Alessandri che, dopo aver brigato per portare Roberto Panfi alla segreteria dell’Unione Comunale, e dopo aver scoperto che il neosegretario è poco incline ai condizionamenti esterni, adesso è alla ricerca di un proprio ruolo: «Non mi sento né con Bersani né con altri» ha detto Alessandri, rivendicando la necessità della creazione di una nuova area politica nel Pd.
Certo è che fra un antipasto di mare con un delizioso battuto di fragolino, tagliolini all’astice e un pesce al forno pescato la mattina (a dire il vero non proprio un menu di sinistra in tempi di crisi...) la discussione è andata avanti fino a tardi. E si è finito per parlare anche del delicato momento politico nazionale, del lavoro della giunta, della necessità di fare un patto per dare una svolta per la città. Poi ognuno a casa sua. Qualcuno convinto, qualcuno, a dire il vero, un pochino meno. (g.f.)
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