Sicurezza
Camilli squalificato per una moneta tirata dalla tribuna
Il patron amareggiato: macché, non ho lanciato nulla sarei un fenomeno se fossi riuscito a colpire il guardalinee
GROSSETO
Il giudice sportivo della Lega calcio di serie B ha inibito a ricoprire cariche federali fino al prossimo 31 maggio il presidente del Grosseto, Piero Camilli. “Al termine del primo tempo -secondo l’accusa - al rientro negli spogliatoi, si sporgeva dalla tribuna e scagliava una moneta contro un assistente, colpendolo a un ginocchio». Camilli cade dalle nuvole: «Sarei un fenomeno se fossi riuscito a colpire il guardalinee da quella distanza. Sono amareggiato e parecchio, io non ho tirato niente. Mi sarei sporto dalla balaustra ed avrei tirato una moneta? Ma scherziamo. Perché su 500 persone che erano lì, avrei dovuto tirarlo io? Al massimo potevo tirare una delle dieci caramelle Rossana che ogni volta mi metto in tasca per scaramanzia».
«Sapete cosa dico ? – aggiunge – Non me ne frega niente. Fa parte di un piano. Ormai è chiaro: in vista della riduzione della serie B a 20 squadre, visto che non riescono a colpire la squadra, provano ad ammazzare me». Camilli ha un diavolo per capello: «Dopo il trattamento che ci hanno riservato contro la Sampdoria, sabato ce ne hanno fatte di tutti i colori. Sul primo gol il fuorigioco era nettissimo ed era evidente anche sul terzo.L’arbitro ha poi sorvolato su un fallo di Obgonna. Sono stanco di subire».
Il Comandante dice anche la sua versione per il battibecco con il collega del Torino, Urbano Cairo. «Io non ho litigato con nessuno – puntualizza – gli ho solamente di stare zitto, dopo che ha mandato a quel paese il presidente della Banca della Maremma, Francesco Carri. Tra me e Cairo c’è una differenza evidente: io sono sempre circondato dall’affetto dei miei tifosi, lui è stato anche picchiato».
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