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Grosseto

Protesta No Tav, ma è la Tirrenica

Protesta No Tav, ma è la Tirrenica

Alla manifestazione in piazza della Vasca slogan contro il progetto Sat

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GROSSETO

In piazza Rosselli arrivano alla spicciolata. Una ventina di persone con i cartelli sui quali c’è scritto No Tav. Ma si poteva anche leggere No Sat, «o comunque, no a tutte quelle opere che tolgono territorio, lo deturpano e dilapidano i soldi pubblici».

C’è Rifondazione Comunista e c’è il Partito comunista dei lavoratori, con le loro bandiere. E poi ci sono gli ambientalisti, i rappresentanti dei comitati, le donne che lottano per l’acqua come bene comune. Ma i giovani? Quelli che dicono di essere al fianco del movimento in Val di Susa? Che postano da mattina a sera video di protesta su Facebook, che fine hanno fatto?

Ubaldo Giardelli scuote la testa e si stringe nelle spalle e nella bandiera dell pace che ha attorno al collo. È arrivato da Follonica, lui, insieme ad altri sessantenni scesi da Manciano, saliti da Orbetello. Ha sessantun anni e fa parte del comitato contro l’inceneritore di Scarlino. «È il berlusconismo che ha vinto - dice - i ragazzi dovevano essere qui oggi, perché il futuro è loro. Ma non ci sono, purtroppo». E in qualche modo, almeno in Maremma, la coscienza critica è affidata a chi un futuro se l’è costruito qualche anno fa. «Oggi qui sosteniamo le ragione della Val di Susa - aggiunge - ma anche la nostra contrarietà al progetto della Sat. Alla fine è la stessa storia: basta guardare chi siede in queste società». Cooperative rosse, gruppi di imprenditori che sono ovunque. «È un sistema che toglie risorse e ambiente ai cittadini - aggiunge - la Tav sarà un’altro di quei cantieri infiniti. L’opera sarà finita quando sarà già vecchia».

Uomini e donne di mezz’età che si organizzano tramite Facebook e le e mail. Che scendono in piazza, si attaccano cartelli al collo, prendono le bandiere e le sventolano. Ieri, intorno alla vasca hanno fatto il girotondo. «No Tav, no tirrenica», lo slogan gridato. Con la passione di chi alle manifestazioni c’è abituato, ma vorrebbe che ci fossero più ragazzi. «La distanza dalla politica e da queste posizioni - aggiunge Ubaldo - la vediamo ogni giorno. Mi sono dovuto candidare io alle elezioni per il movimento Cinque stelle, quando Beppe Grillo cercava venticinquenni». Ubaldo dà l’idea di quello che succede in Maremma dove le bandiere le tengono alte quelli con i capelli bianchi. (f.g.)

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