Il Tirreno

Grosseto

Parco, Sammuri è in scadenza ed è già toto-nomine

Parco, Sammuri è in scadenza ed è già toto-nomine

L’attuale presidente ha fatto tre mandati. Al suo posto si parla di Valentini o Bastianini. La decisione a breve

3 MINUTI DI LETTURA





ALBERESE

Per quanto riguarda presidenza e consiglio il Parco regionale della Maremma andrà a scadenza a metà maggio.

La prassi prevede poi ulteriori 45 giorni di tempo (che la Regione solitamente si prende) prima delle nomine. Periodo in cui l'ordinaria amministrazione sarà portata avanti dal direttivo in scadenza.

Il nuovo governo dell'ente non si conoscerà, quindi, prima di luglio. Eppure da tempo si parla di nuovi presidenti, di candidati in pectore.

Già due volte Massimo Felicioni è tornato sull'argomento chiedendo trasparenza al Comune di Grosseto, invitando la comunità del Parco - di cui fanno parte Provincia, Comune capoluogo, Comune di Magliano in Toscana e Comune di Orbetello - a non subire le scelte fiorentine.

Ma perché tanto interesse intorno all'Ente Parco? La ragione è semplice.

Il dottor Giampiero Sammuri, dopo 12 anni (e tre mandati), lascerà l'incarico di vertice, ma soprattutto lascerà un ente a posto con i conti, con eccellenti professionalità, capace di mettere in moto investimenti milionari, di recuperare il dissenso “storico” della popolazione, di realizzare progetti di salvaguardia naturalistica premiati e presi a modello in Europa.

Insomma una poltrona di buona visibilità, dove ci sono - in futuro - le condizioni per maturare consenso e proseguire un programma di lavoro già tracciato, in sintonia con Firenze, con gli enti locali e con l'Azienda agricola regionale.

La poltrona di presidente ha però anche delle controindicazioni. La prima è la novità che riguarda i compensi. Il governatore della Toscana Enrico Rossi sembra infatti intenzionato a portare a termine la campagna di tagli annunciata oltre un anno fa, in controtendenza con quanto previsto di recente dal Milleproroghe. Rossi - tra una miriade di sforbiciate - ha disposto anche la scomparsa dell'indennità per i presidenti dei parchi regionali.

In futuro il compenso sarà poco più che simbolico, nonostante i presidenti abbiano sulla testa la rappresentanza legale dell'ente.

Ed ecco chi sono i possibili candidati alla successione di Sammuri. In primis va detto che il presidente lo sceglierà la Regione in una rosa di nomi dove potrà mettere bocca - è auspicabile - anche il territorio.

Diciamolo subito: non risulta attendibile la voce di un'investitura di Loriano Valentini, ex consigliere regionale del Pd, così come - al momento - è improbabile l'impegno ad Alberese di quegli assessori della giunta Bonifazi che il Parco lo conoscono bene: vale a dire Giovanna Stellini (c'ha lavorato per oltre 20 anni) e Giancarlo Tei (proveniente dalla zona).

Un altro dei papabili potrebbe essere l'architetto Pietro Pettini, dirigente in Provincia. C'è poi chi spinge per una soluzione di continuità con Sammuri, chiedendo un uomo con le stesse caratteristiche, scienziato prima ancora che politico: il dottor Andrea Sforzi, direttore del museo di storia naturale della Maremma, avrebbe certi requisiti.

In un ipotetico borsino il favorito resta al momento Giancarlo Bastianini, già vicepresidente della Provincia e assessore con delega alle aree protette. La scelta dovrà sostanziarsi sull'asse Grosseto-Firenze. E magari anche sugli equilibri interni fra aree del Pd.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web