Sicurezza
Truffa allo Stato, commercialista nei guai
Indagine della Guardia di Finanza su manifestazioni sportive usate per emettere fatture false
GROSSETO. Sarebbe un noto commercialista grossetano (di cui la guardia di finanza non ha fornito il nominativo) l’ideatore di una truffa ai danni dello Stato, concretizzata in evasione per 12 milioni di euro e emissione di fatture false per 23 milioni.
Il comercialista, insieme a 4 imprenditori della provincia di Livorno, è stato denunciato a piede libero. È stato anche sequestrato loro un immobile dal valore di 1,5 milioni, quale garanzia in caso di insolvenza.
L’indagine era iniziata nella primavera del 2010, a cura della guardia di finanza di Cecina, Le fiamme gialle si sono mosse nell’ambito delle gare sportive, in particolare rallies, scoprendo che erano solo un pretesto per effettuare fatture di comodo per sponsorizzazioni.
«La fatture false –spiegano dalla Gdf – erano emesse in particolare da aziende del settore cartario e avevano come unico scopo l’emissione di documenti fiscali fittizi».
Le complesse indagini, durate diversi mesi e coordinate dall'autorità giudiziaria di Livorno, sono state condotte anche con l'ausilio di incisivi strumenti istruttori quali intercettazioni telefoniche e perquisizioni domiciliari) riuscendo in questo modo ad acquisire quelli che la Gdf considera “elementi probatori inoppugnabili circa la frode fiscale posta in essere dai responsabili delle ditte verificate”.
In particolare, durante alcune perquisizioni dei locali aziendali delle ditte ispezionate nonché dei domicili privati dei responsabili della truffa, è stata trovata copiosa documentazione extra-contabile, in procinto di essere distrutta, dal cui esame è emerso che l'ideatore della truffa era appunto un noto commercialista operante nella provincia di Grosseto.
Il professionista aveva anche "consigliato" ai soggetti amministratori delle ditte ispezionate - nell'ottica di sottrarli ai controlli della Guardia di Finanza di trasferire il domicilio fiscale dell'azienda in un Comune in provincia di Napoli e di cambiare l'amministratore con un'altra persona fisica, risultata essere già gravata da precedenti penali e non solvibile, in quanto priva di redditi "aggredibili" dall'Erario.
Ma la guardia di finanza non si è fermata qui: a tutela del credito erariale il giudice tributario di Livorno ha concesso l'autorizzazione ad iscrivere un'ipoteca legale su un bene immobile di proprietà del principale indagato (un'abitazione di pregio in provincia di Pisa), quale garanzia in caso di insolvenza. Alla fine sono stati individuati 6 soggetti economici risultati "evasori totali", con recupero a tassazione di costi indeducibili - derivanti da fatture per operazioni inesistenti - per oltre 12 milioni di euro ed una complessiva imposta sul valore aggiunto indebitamente detratta per circa 4 milioni e mezzo di euro.
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