Il Tirreno

Grosseto

Finisce l’incubo Socodap La Provincia salda la paga

di Francesca Ferri

L’azienda che operava per l’ente sulla Maremmana non paga i 12 operai da luglio Ieri la soluzione della vertenza. Marras: «Casi del genere destinati a ripetersi»

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GROSSETO

Non ricevono lo stipendio da luglio, hanno ottenuto la cassa integrazione da pochi giorni e sono disperati. Ma uno spiraglio si è aperto per i 12 lavoratori della Socodap, l’azienda di Pontremoli che fino a qualche mese sistemava la strada regionale Maremmana 74 che collega Albinia con Manciano.

Sarà la Provincia a pagarli direttamente, secondo una modalità ancora non sperimentata a Grosseto, prevista dall’articolo 5 del Dpr 207 del 2010 che permette agli enti locali di liquidare il dovuto ai lavoratori di ditte private quando l’azienda “getta la spugna”.

Il caso dei dodici operai della Socodap è stato sollevato nei giorni scorsi dalla Lega Nord di Manciano che aveva chiesto un impegno preciso da parte della Provincia e aveva minacciato di portare la questione in consiglio regionale se non ci fosse stato un concreto interessamento e una soluzione per i dodici. La metà degli operai è gente del paese, gli altri erano venuti a lavorare in Maremma dalla Lunigiana.

Per tutti il cantiere si era chiuso anzitempo, e senza preavviso, alla fine di novembre scorso, ad appena 200 metri dalla conclusione della strada. La Socodap, in un incontro con la Provincia di Massa il 1° dicembre 2011, ha dichiarato la volontà di voler cessare l’attività «per la pesante situazione di deficit della gestione economica dell’azienda causata dalla crisi economica», come si legge nel verbale dell’incontro, e dato che «l’assenza di futuri margini di sviluppo è totale».

Già dall’inizio dell’anno gli stipendi venivano versati a singhiozzo e da luglio il rubinetto si era chiuso del tutto. Per questo la Provincia di Grosseto, il 14 febbraio, ha risolto il contratto, per altro in modo consensuale. Da una valutazione dell’avanzamento lavori, l’ente ha anche deciso di non pagare l’ultima tranche di lavori che ammontano a 564mila euro.

Oggi Palazzo Aldobrandeschi lavora a un nuovo affidamento ma, intanto, c’è da risolvere il problema degli stipendi arretrati. Solo due dei lavoratori di Manciano, seguiti dalla Cgil, avevano infatti ottenuto il dovuto. Ieri i lavoratori, accompagnati dai rappresentanti sindacali, hanno incontrato a Grosseto il presidente della Provincia, Leonardo Marras che, insieme alla dottoressa Stefania Conforti, responsabile del Servizio attività amministrativa, ha comunicato loro la buona notizia.

«Appena saranno quantificate le somme – spiega la Provincia – chiederemo i conti correnti per gli accrediti che conteranno anche i contributi Inail e Inps, che non erano stati versati. Gli unici problemi sono rappresentati dai pignoramenti in atto».

Soddisfazione da parte dei sindacati _ erano presenti il segretario provinciale della Cgil, Lorenzo Centenari, e Alvaro Bellotta della Cisl _ anche se, per i rappresentanti dei lavoratori, rimangono da chiarire alcune modalità di comunicazione del ricorso alla cassa integrazione.

Rimane da capire, al di là della crisi economica generale invocata dall’azienda, i motivi precisi della cessazione dell’attività che ha messo in ginocchio non solo i dodici di Manciano ma un’altra trentina di dipendenti impegnati in altri cantieri fuori dal territorio grossetano. Alcuni di loro erano ieri all’incontro con Marras anche se, è chiaro, per chi ha prestato servizio fuori provincia Palazzo Aldobrandeschi può far ben poco, anche se l’iniziativa costituisce comunque un precedente che potrebbe fare scuola. Lunedì, intanto, gli altri dipendenti incontreranno il prefetto di Massa.

«“Quello della Maremmana è stato un appalto travagliato – spiega Marras – per le difficoltà dell'impresa di sostenere l'opera, cioè di anticipare soldi per l'acquisto di opere e servizi, anche se con la Socodap avevamo effettuato la certificazione del credito tramite la Ifis e abbiamo sempre pagato regolarmente. Non nascondo però che il problema è destinato a porsi anche in futuro: la situazione alla quale sono costretti gli enti locali è davvero drammatica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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