Sicurezza
Borghi suona la carica contro Sat
Il sindaco critica il nuovo progetto: «Non c’è dialogo con il territorio e si spendono troppi soldi»
GAVORRANO
Un’altra voce si unisce al coro di protesta contro Sat, dopo il rifiuto a tutte le osservazioni avanzate dal territorio maremmano. È quella del sindaco di Gavorrano Massimo Borghi, che già nei mesi scorsi non si era tirato indietro nel manifestare tutte le perplessità riguardo al progetto della nuova autostrada Tirrenica. E oggi, con la discussione sempre più aspra, torna alla carica: «Sat propone un metodo di confronto inaccettabile e disattende completamente le richieste che erano state avanzate dalle istituzioni, associazioni di categoria, forze politiche e sociali della provincia di Grosseto». Per questo Borghi chiama in causa i livelli più alti dello Stato: «sollecitiamo un ruolo incisivo della Regione Toscana e del governo centrale, perché in tempi certi sia data una risposta adeguata e soddisfacente all’intera comunità maremmana». Già, perché c’è un solo modo per portar avanti la faccenda: «un dialogo costruttivo è legato all’atteggiamento di Sat ed alla sua reale volontà di rispondere positivamente alle richieste del territorio».
E un dialogo, per Borghi, è necessario data la situazione attuale. «Il progetto non può e non deve essere portato avanti a stralci, in maniera frammentata, perché determina difficoltà a verificare compiutamente l’impatto economico-sociale, con riflessi negativi sul sistema urbanistico-territoriale, paesaggistico-ambientale, culturale e produttivo».
Andare avanti a stralci per il sindaco significa «precludere una valutazione univoca degli impatti conseguenti alla realizzazione dell’infrastruttura» e quindi «una valutazione costi-benefici per la collettività interessata al passaggio dell’autostrada tirrenica». Questo concetto vale tanto per il tratto nord che per il sud.
Nel primo caso, infatti, «comporterebbe il pagamento doppio della stessa infrastruttura, la prima già avvenuta con la fiscalità generale nella realizzazione e manutenzione della viabilità esistente, la seconda con il pedaggio per la trasformazione in autostrada, con tariffa molto elevata e con garanzie di sicurezza molto basse». Per quanto riguarda il tratto sud, invece, «sospendere la Via è sbagliato e rischioso, considerando che rispetto all’intero progetto che interessa la provincia di Grosseto è senza dubbio quello caratterizzato da inadeguatezza e massima pericolosità».
Ma i problemi legati al progetto di Sat sono molti, secondo Borghi: la carenza di una reale e adeguata viabilità alternativa, sono state snobbate totalmente le richieste avanzate dal territorio, senza neppure sfiorare la risoluzione delle problematiche connesse alla sicurezza del traffico locale. Tutti motivi validi per contrastare il progetto. «Chiediamo, insieme alla Provincia e ai Comuni interessati, alla Regione e ai ministeri interessati di non accogliere le “controdeduzioni” di Sat, in quanto provocatorie ed inefficaci rispetto alla conclusione del provvedimento amministrativo teso alla realizzazione di un’opera, che va progettata e realizzata con la piena condivisione degli enti e delle comunità locali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
