Il Tirreno

Grosseto

Violenta la convivente condannato a cinque anni

di Pierluigi Sposato

Era stato denunciato dal 2008 dalla sua donna, una commerciante «Tutto era precipitato quando scoprii che mi aveva tradito con mia sorella»

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FOLLONICA

Era geloso fino all’inverosimile, fino alle botte, fino alla violenza sessuale. Un’odissea di minacce e vessazioni scatenatasi quando la sua convivente aveva scoperto che lui aveva avuto una relazione con la sorella di lei, minorenne. Da quel momento, il rapporto che pure aveva visto la nascita di due bambini, non si era più ricucito ed era anzi precipitato.

Violenza sessuale il reato per il quale un 40enne calabrese abitante a Follonica è stato condannato a 5 anni e 15 giorni: il collegio (Puliatti presidente, Muscogiuri, Compagnucci) lo ha anche interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e legalmente per la durata della pena; sospeso anche dalla patria potestà genitoriale, dalla tutela e curatela, nonché dal diritto agli alimenti; infine è stato anche escluso dalla successione delle parti offese. Il pm Coniglio aveva chiesto 5 anni e 6 mesi.

Era il 18 ottobre 2008 quando la donna, oggi 35enne, commerciante, si presentò ai carabinieri della Tenenza di Follonica per denunciare il clima insopportabile che si respirava a casa sua: «Stiamo insieme da dieci anni ma tre anni fa ho scoperto che lui mi ha tradita con mia sorella». Lui si era allontanato da casa ma era poi rientrato.E la convivenza (la donna ha un figlio avuto da un precedente matrimonio) era continuata. Ma era continuata male. Si erano susseguite, aveva spiegato, offese e minacce, anche davanti ai bambini. Anche episodi di percosse. Quel giorno di ottobre in cui lei si era presentata dai carabinieri, lui prima l’avrebbe offesa, poi l’avrebbe stesa sul letto e presa a schiaffi. Tre o quattro volte, in precedenza, la donna sarebbe stata violentata, in camera da letto o al bagno. Afferrata, spintonata, spogliata. «Non ero d’accordo ma ho dovuto sottostare alle sue voglie», aveva raccontato circoscrivendo gli episodi al periodo settembre-ottobre 2008.

Ascoltata in aula, la donna ha ribadito le accuse, spiegando anche di aver rimesso la querela (non c’è stata costituzione di parte civile) per il bene dei bambini «e anche perché lui ha detto di essere cambiato. Ma la relazione si è interrotta». La donna ha lamentato una violenza non solo fisica, riepilogando i particolari dei rapporti sessuali cui era stata costretta, ma anche psicologica. «Era geloso, ogni volta che rientravo mi chiedeva dove ero andata.E poi mi riempiva di parolacce».

Il Tribunale ha preso trenta giorni per depositare le motivazioni. In seguito il difensore Alberto Vannetti deciderà se presentare appello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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