Il Tirreno

Grosseto

Partorisce bimbo morto Tragedia a Porto Ercole

di Francesca Gori

Il piccolo non aveva alcun problema, ma il suo cuore ha smesso di battere I genitori acconsentono all’esame diagnostico dell’Asl per scoprire le cause

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PORTO ERCOLE

Era felice, lei. Ieri sarebbe dovuta diventare mamma del suo primo figlio. Un maschio, che qualche mese fa aveva deciso di chiamare Tommaso. Era alla prima gravidanza, dopo aver deciso di andare a vivere con il suo compagno, a Porto Ercole. Ma il suo bambino, ieri mattina, è nato già morto.

Una tragedia successa nel reparto di Ostetricia e ginecologia del Misericordia, dove Michela Fiorentini, 39 anni, era stata ricoverata due giorni fa per mettere al mondo il suo primo figlio. Il bambino stava bene, Michela lo stesso, era raggiante. Tommaso stava bene, pesava già tre chili e mezzo e quel parto non presentava alcuna complicazione.

Durante la notte, la donna di Porto Ercole ha cominciato il travaglio. Sereno, anche questo, senza problemi che avessero messo in allarme i medici del Misericordia. Ma alle 4 di notte, qualcosa è andato storto. Il ritmo cardiaco del bambino ha cominciato a rallentare.

I medici non hanno aspettato nemmeno un minuto. Hanno preparato la sala operatoria e hanno cercato di far nascere Tommaso con il taglio cesareo. La loro è stata una corsa contro il tempo e contro qualcosa che stava portando via quel bambino all’amore della sua mamma e del suo babbo.

La sala operatoria, in dieci minuti era già allestita. Ma quando Tommaso è stato tirato fuori, il suo cuore aveva già smesso di battere. I medici dell’equipe del dottor Giuseppe Mazzullo, hanno tentato di rianimarlo, per quaranta minuti almeno non hanno lasciato nulla di intentato. Hanno cercato di strappare alla morte quella creatura che al mondo ancora non c’era nemmeno venuta. Questione di minuti, di attese e di speranze che si sono scontrate con quel cuoricino che aveva smesso di battere.

Il bambino è morto che al Misericordia le lancette segnavano le 4.30 di ieri mattina.

Una tragedia, di quelle che segnano una vita, quella di Michela e del suo compagno, che hanno perso in questo modo il loro primo figlio.

Michela Fiorentini, 39 anni, lavora come broker per una compagnia di navigazione a Cala Galera. Una famiglia conosciuta, quella dei Fiorentini, con il fratello Alessandro che lavora sulla Tirrenia.

«Era raggiante quando è andata all’ospedale - dicevano ieri a Porto Ercole - Michela era il ritratto della felicità. Quel figlio lo voleva. Ora non possiamo fare altro che starle vicina». Michele è rimasta ricoverata al Misericordia. Insieme al suo compagno, ha dato l’autorizzazione all’accertamento diagnostico dell’Asl che consentirà ai medici, e alla famiglia, di sapere che cosa abbia provocato la morte del neonato.

Ieri all’Argentario, gli amici di Michela e anche le istituzioni non riuscivano a farsi una ragione di quello che era successo poche ore prima. «Quando l’ho saputo mi sono sentita male - dice il vicesindaco di Monte Argentario Priscilla Schiano - ora vorrei andare a trovare Michela. Sarà un periodo molto brutto, ma la resteremo tutti vicini».

La famiglia Fiorentini, ora, aspetterà soltanto i risultati di quegli accertamenti per capire come mai è stata costretta a salutare per l’ultima volta quel bambino che aveva già smesso di vivere prima ancora di venire al mondo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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