Sicurezza
Multe virtuali dal disabile contro gli incivili in auto
Giulio De Paola: «Non è una battaglia mia, prima o poi tutti ci misuriamo con questi problemi nella vita». Cinque macchine fuori posto in solo 500 metri
GROSSETO
«Nella vita, prima o poi, diventiamo tutti disabili. Penso alle persone anziane, alle mamme con i bambini nel passeggino. La mia non è una battaglia personalistica».
Bastano pochi minuti e qualche centinaio di metri lungo una delle arterie principali di Grosseto a corroborare le parole di Giulio De Paola, 33enne costretto in carrozzina dalla spina bifida, una grave malformazione congenita del tubo neurale della quale è affetto fin dalla nascita.
De Paola si è fatto portabandiera della lotta contro lo scarso senso civico e le molteplici barriere architettoniche di cui è disseminata la città.
L’appuntamento è in piazza Rosselli alle 11 di un soleggiato giovedì mattina. Il traffico è più corposo del solito a causa del mercato cittadino, il clima mite è un incentivo che ingrossa l’affollamento nel centro storico. Trovare un parcheggio auto è impresa ardua e la penuria di posti stimola l’arte dell’arrangiamento, anche a dispetto della legalità ed a scapito dei più deboli.
Percorriamo i 500 metri che congiungono la Prefettura a piazza Volturno attraverso via Oberdan in poco meno di mezz’ora. Un arco di tempo breve ma sufficiente a rilevare cinque irregolarità che De Paola sanziona virtualmente con delle multe fittizie.
Al posto dell’importo da pagare sui foglietti c’è scritto: «Complimenti per il parcheggio, lei sarebbe in contravvenzione». Vengono lasciati sui tergicristalli di tre auto parcheggiate davanti ad altrettanti scivoli per disabili e di un’altra ferma nel posto riservato ai portatori di handicap pur senza l’apposito permesso.
Ma la vera chicca è un fuoristrada della guardia forestale lasciato sulle strisce pedonali davanti ad una farmacia. «Se avessero un parente disabile non si comporterebbero in questo modo. Mi sento quasi in colpa a fare tutto questo perché so che la città ed i suoi abitanti non ne escono bene. Ma io amo Grosseto – e mentre lo dice indica il suo zaino biancorosso con il grifone – vorrei solo poterla vivere da cittadino non di ultima categoria».
Un capitolo a parte meritano le istituzioni, con le quali De Paola dice di «scontrarsi quotidianamente». Del resto a chi si dovrebbe chiedere conto della realizzazione di un attraversamento pedonale con lo scivolo per disabili da un lato solo della strada, mentre dall’altro c’è un gradone insormontabile senza l’aiuto di qualcuno che sollevi la carrozzina?
Chi ha deciso di posizionare quel cestino parallelo ad un albero, trasformando il marciapiede in una irritante gimkana?
A margine del tour De Paola decide di chiamare la polizia municipale per segnalare le irregolarità e chiedere un intervento dei vigili urbani.
Quando risponde il nastro registrato, digita il tasto uno delle “segnalazioni urgenti”. Resta in linea un paio di minuti ma non risponde nessuno. Secondo tentativo e stesso esito.
«Capisco le carenze di organico, ma le sanzioni rappresenterebbero anche un segnale di un’inversione di tendenza che ad oggi non c’è stata».
Prima di salutare De Paola nei pressi del corso Carducci gli chiediamo dove voglia essere accompagnato. «Basta che mi fate scendere dal marciapiede, altrimenti resto prigioniero».
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