Il Tirreno

Grosseto

Il Comune partecipa a bando milionario per il Ccn di Marina

di Guido Fiorini

In attesa dell’accordo fra negozianti anche in centro arrivano soldi per migliorare l’aspetto urbano delle frazioni

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GROSSETO

Si vedranno fra una decina di giorni i “costituenti” la nuova associazione per il Centro commerciale naturale e il Comune. In mezzo ci sarà il tempo per armonizzare le posizioni degli Indipendenti e delle associazioni, peraltro adesso più vicine rispetto a qualche settimana fa.

Intanto il Comune sta lavorando, e dovrà presentare il progetto entro il 15 del mese, a un bando, riservato agli Enti locali che abbiano dei Ccn, per il finanziamento di opere di urbanizzazione di miglioramento. È chiaro che, essendoci al momento solo il Ccn di Marina e Principina i soldi, da 250mila euro fino a un milione e mezzo, andranno solo lì.

«Aspettiamo di vedere – ci ha detto l’assessore Emanuel Cerciello – cosa uscirà da questi incontri fra commercianti. Devono essere loro al centro del progetto, noi siamo solo di supporto. Aspetto con fiducia. E, intanto, lavoriamo a questo bando per le frazioni costiere».

Al momento, infatti, nel Comune di Grosseto c’è solo quel Ccn. L’assessore non lo dice, ma l’idea è di realizzare alcune vie con limite di 30 kmh, liberandole così dai marciapiedi. Sarebbero zone di passeggio, quindi, e di commercio, zone dedicate allo shopping.

Nel merito del Ccn grossetano, invece, abbiamo sentito Gloria Faragli, di Confesercenti. E anche da lei arriva un’apertura.

«In questo momento qualsiasi accordo che migliori le condizioni del commercio non può che essere positivo. Il settore è talmente in crisi che va fatta squadra e vanno trovate soluzioni condivise».

Ma della nuova associazione cosa pensa?

«Ci sono alcune contestazioni allo statuto che non capisco. Intanto la perimetrazione: non è l’associazione che la decide, ma una delibera del Comune. Ed è chiaro che sarà delimitata da strade. Per quanto riguarda l’assemblea straordinaria, serve comunque una maggioranza qualificata: poi le percentuali, in questo ambito, vanno tutte bene».

E i Cat?

«Questa deve essere una scelta dell’associazione. Sono i commercianti a decidere, su questo non ci sono dubbi. Certo i Cat nostro e di Ascom garantiscono delle professionalità dedicate al settore e formate specificatamente per lavorare sui bandi. E in ogni caso sono i Cat stessi a cercare collaborazioni specifiche esterne nel caso ce ne sia bisogno. In ogni caso anche su questo non ci sono grossi ostacoli. Basta trovare una soluzione condivisa che riunisca il maggior numero di esercenti. Il commercio è così fragile che un’intesa va trovata per andare avanti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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