Il dolore
Tagli a linee e posti di lavoro L’allarme dei sindacati
Non solo disagi per l’utenza, ma posti di lavoro, anzi lavoratori, in bilico anche in Tiemme, con i tagli alle risorse per il trasporto pubblico locale che si sono tradotti in tagli
GROSSETO. Non solo disagi per l’utenza, ma posti di lavoro, anzi lavoratori, in bilico anche in Tiemme, con i tagli alle risorse per il trasporto pubblico locale che si sono tradotti in tagli di tratte.
Sono sette i lavoratori a tempo determinato che hanno già perso il lavoro e altri si avviano a perderlo: l’azienda non assume a tempo indeterminato e, chi ha già completato i trentuno mesi, che sono il limite massimo per il tempo determinato, è fuori, a causa del clima di incertezza determinato proprio dai tagli, e viene sostituito da altri lavoratori a tempo determinato.
È la denuncia che arriva dai sindacati di categoria di Cgil Cisl e Uil che oggi aderiscono allo sciopero nazionale contro il mancato rinnovo del contratto collettivo di lavoro «che è scaduto - ricorda il segretario della Cisl Trasporti Enrico Comandi - da 4 anni», senza che sia stato rinnovato nemmeno per la parte economica.
La preoccupazione, a livello locale, è anche per le conseguenze occupazionali che i tagli del Governo centrale stanno provocando. Conseguenze che stanno facendo sentire i loro effetti nell’immediato ma che non mancheranno di farsi avvertire anche nel breve periodo.
«L’ulteriore taglio di 440 mila chilometri che si aggiunge a quello di 600mila chilometri dello scorso anno- dice Fabio Schiano, che rappresenta Uil Trasporti - sta avendo ricadute non solo sull’utenza soprattutto extraurbana, ma stiamo riscontrando che tutta una serie di contratti a tempo determinato non vengono confermati».
Il segretario della Filt Cgil Marco Baricci scende nel dettaglio. «I contratti a termine che hanno raggiunto i trentuno mesi vengono conclusi - dice - mentre i servizi per i quali erano stati attivati proseguono e l’azienda va recuperare nuove maestranze da fuori. Al momento - prosegue - sono sette le persone che sono fuori, e per altre tre o quattro si avvicina la scadenza dei trentuno mesi. Noi non siamo d’accordo sull'esclusione di questi lavoratori dall'azienda».
«La decisione di tagliare alcune tratte come quella per Fiumicino - dice ancora Schiano - è una decisione che dipende dalla Provincia, ma anche Tiemme deve fare la propria parte. E se c’è da risparmiare si potrebbe cercare il modo di tagliare tantissimi chilometri di fuori-servizio che i nostri autobus ancora oggi fanno».
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