Sicurezza
Scuola, caos sul piano e Marras annuncia «Pronti a cambiarlo»
Rabbia e proteste all’assemblea con i sindacati: «C’è stata poca informazione». Eventuali modifiche solo dal 2013
GROSSETO
Doveva essere un incontro chiarificatore. Alla fine dei conti quel che ne rimane è un continuo vociare, molte posizioni nette e qualche assenza pesante.
Il caos scuola non poteva che concludersi in questo modo, dopo mesi di esitazioni, trattative e proteste, a volte anche plateali. Parliamo di conclusione perché ormai i giochi sono fatti. Anche se probabilmente solo per quest'anno. La riorganizzazione didattica degli istituti provinciali porterà a numerosi accorpamenti, un vero e proprio nuovo sistema di gestione conseguente, è bene ricordarlo, alla finanziaria governativa del luglio scorso. Un processo portato avanti al fine di risparmiare quattrini. Ogni istituto comprensivo deve, proprio per questo, contenere al proprio interno una cifra il più possibile vicina a mille studenti.
Ma andiamo con ordine. Sono da poco passate le cinque del pomeriggio quando la sala della fondazione Il Sole in viale Uranio è già gremita. Le parti sindacali, Cgil in testa, hanno organizzato un dibattito aperto alla cittadinanza cui sono stati invitati esponenti della Provincia e del Comune, insomma, un'occasione per cercare quel confronto che, a detta di molti, è stato assente lungo i mesi scorsi.
Molte facce sono note, tanti, tantissimi sono insegnanti. L'idea però è che di genitori ve ne siamo ben pochi. Ci guardiamo attorno e iniziamo a fare qualche domanda per tastare l'umore di chi ha voluto partecipare. Una mamma ha scelto di partecipare insieme alla figlia, studentessa della Vico. È una delle poche presenti a non essere una docente. Le chiediamo il perché si trovi lì, dice d'essere venuta a sapere che ci sarebbe stato un convegno, ma non sa spiegare, precisamente, di cosa si parli. Forse questo è uno dei tanti problemi, c'è chi protesta, ma non sa neppure per che cosa.
All'interno della sala, intanto, inizia il dibattito. Ancora però è monco: nessuno degli amministratori invitati è presente. Prendono la parola gli esponenti sindacali, c'è chi, sponda Cgil, ricorda come l'assessore alla pubblica istruzione Luca Ceccarelli: «Garantì che la richiesta di rinvio della riforma dedicata agli istituti comprensivi sarebbe stata fatta» al pari di altre città che hanno rimandato di un anno e chi, Snals, annuncia ricorsi immediati e denuncia: «siamo stati presi tutti in giro. Anche oggi non si vede nessuno».
La riorganizzazione, su questo pressoché tutti i presenti sono concordi, doveva avvenire in seguito ad un profondo dialogo tra le parti, non solo tecniche e dirigenziali, ma anche e soprattutto aperto a chi, con quegli stessi cambiamenti avrebbe avuto a che fare in prima persona. «Anche a norma di legge - ricorda un’insegnante della Vico - la procedura adottata non è stata corretta. Secondo quali criteri è stata fatta la divisione degli istituti comprensivi? Come mai non si è tenuto conto delle ripercussioni future nella distribuzione degli alunni? E soprattutto come mai non sono stati convocati i sindacati e gli organi scolastici per tempo?».
Tra i molti che affollano la sala di viale Uranio c'è anche la capogruppo di Sel Cristina Citerni. Nella vita è anche insegnante, ma tiene a precisare di essere presente in qualità di politica: «non c'è stato margine di dialogo - accusa - non si è neppure riunita la terza commissione per valutare i pro ed i contro di un provvedimento di questo tipo. Ancora una volta ci troviamo davanti ad un'Amministrazione comunale che non ascolta. L'assenza di rappresentanti anche in questa circostanza è il palese esempio di una profonda incapacità di ascolto».
Nel frattempo il dibattito in sala prosegue. Sono da poco passate le sei quando arriva l'assessore provinciale alla scuola Tacconi, seguita dopo pochi minuti dal presidente Marras. L'assessore ricorda come sino a pochi giorni fa era ancora possibile modificare il tanto contestato piano: apriti cielo. Ma la vera notizia arriva per bocca del presidente: «Il 13 marzo riuniremo la giunta provinciale per stendere un nuovo piano, un contributo che potrà essere accolto da chi di dovere e promosso come vera e propria correzione entro il 15 novembre. Adottarlo però sarà possibile solo a partire dal prossimo anno scolastico».
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