Il Tirreno

Grosseto

Sessanta dipendenti contro il Comune

di Pierluigi Sposa
Sessanta dipendenti contro il Comune

«Penalizzati da una promozione mai attuata nei fatti», davanti al giudice un contenzioso nato undici anni fa

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GROSSETO

Sessantadue dipendenti del Comune hanno fatto causa all'amministrazione per vedersi riconosciuta - anche dal punto di vista economico - una progressione in carriera reclamata da oltre dieci anni. Una progressione che gli accordi sindacali pur stipulati negli anni passati, non rispettati, non sono riusciti a garantire a sanatoria della situazione che si era creata. Così, esaurito ogni tentativo di conciliazione, i dipendenti si sono rivolti al giudice del lavoro.

Impiegati amministrativi, tecnici e collaboratori ai servizi educativi portano avanti le loro rivendicazioni dal 2001: alcuni di loro, addirittura, sono andati in pensione senza che si siano visti riconoscere quanto loro promesso. Tutto era partito undici anni fa quando il Comune aveva selezionato d'ufficio (non con un bando) una serie di dipendenti (più dei 62 che sono ricorsi al giudice) che vennero promossi nel profilo superiore: da B a Bs. I dipendenti raccontano nel ricorso che aveva accolto favorevolemente quanto prospettato dall'amministrazione, perché sarebbero dovuti andare a svolgere un mestiere più qualificante che comportava anche una retribuzione maggiore. L'inquadramento era datato settembre 2001 ma nel novembre dello stesso anno, cioè appena due mesi dopo, il Comune aveva comunicato, in poche parole, che quella promozione andava rapportata alla vecchia categoria di appartenenza e che quindi era stata riassorbita: una penalizzazione, lamentano i ricorrenti.

«Perché noi impiegati, tecnici e collaboratori - sostengono - se fossimo rimasti nella categoria B, oggi sarebbero stati ricompresi nella fascia economica 6, piuttosto che nella 5. E chi è adesso nella categoria inferiore, prende uno stipendio più alto di noi».

Non solo quei 62 dipendenti sono ripartiti da una categoria in meno ma non sono nemmeno mai stati adibiti a mansioni più qualificanti, come le aspettative della promozione del 2001 avevano assicurato. E allora non c'è stato nemmeno accrescimento professionale.

Nel corso degli anni, la materia è stata oggetto di lunghe discussioni e di trattative tra amministrazione e sindacati. Anni fa il Comune si era impegnato, lamentano ancora i ricorrenti, a rimediare alla penalizzazione. Quegli accordi sono stati richiamati più volte ma non sono mai stati osservati. Per questo motivo, sottolineando le inadempienze del Comune, i 62 dipendenti si sono rivolti al giudice del lavoro con due ordini di richieste: la prima è di ordine risarcitorio, perché se avessero saputo a cosa andavano incontro non avrebbero accettato quella promozione mediante selezione; la seconda è relativa alla dequalificazione professionale.

Un ricorso - notificato da pochi giorni all'amministrazione municipale - in cui si intrecciano anche le norme della contrattazione collettiva nazionale e che sarà oggetto di udienza davanti al giudice Marco Mezzaluna nel mese di maggio.

Se i dipendenti dovessero vincere il ricorso, il Comune dovrebbe versare una cifra a titolo di risarcimento a ciascuno di loro: non esiste un criterio tabellare e dunque la cifra dovrebbe essere stabilita direttamente dal giudice del lavoro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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