Il Tirreno

Grosseto

Macché business: con la neve è crisi nera

di Fiora Bonelli
Macché business: con la neve è crisi nera

Sos degli operatori turistici dell’Amiata: «Non ci sono sciatori, siamo costretti a chiudere gli alberghi per evitare il default»

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CASTEL DEL PIANO

«Qui sull’Amiata, per poter resistere e non entrare in default, si tengono impianti e alberghi chiusi. Si cerca di concentrare tutte le attività in spazi temporali ristretti, per contenere le spese». Alcuni operatori di primo piano della parte alta della montagna amiatina drizzano il tiro fornito da Enrico Bracciali delle Macinaie, sul Monte Amiata, che qualche giorno fa parlava di grande movimento in montagna per il fine settimana scorso e annunciava con soddisfazione di avere l’albergo tutto impegnato fino a metà marzo.

Luciano Porcelloni della società Isa Impianti e Franco Tonani, presidente provinciale Fisi, a questa analisi ottimistica non ci stanno e, anzi, parlano di «crisi nera» per la neve dell’Amiata. Luciano Porcelloni, che ha un albergo al Prato della Contessa, sempre sull’Amiata, spiega: «L’albergo l’ho dovuto chiudere la settimana scorsa, perché con le pochissime persone che avevano prenotato non sarei riuscito a ripagarmi le spese. Ho dirottato i clienti in altri alberghi della montagna. Ma anche qualcun’altro ha fatto come me. Per cui è vero che le Macinaie erano al completo, ma è anche vero che la gente in tutta la montagna era davvero esigua. Speravamo che sabato e domenica venisse tanta gente. Eravamo pronti con piste e impianti al top. Invece, un pugno di persone. Saranno stati sì e no 70 sciatori in tutto. Al Cantore non c’era anima viva e alla Contessa neppure. E così ho chiuso l’albergo».

Prova ne sono i biglietti staccati. «Va meglio il martedì e il giovedì, con la promozione dei 13 euro tutto compreso. Qualcuno si vede. Ma i numeri, inutile dirlo, non li facciamo. C’è una crisi in giro che non si vedeva da anni e anni. Anzi, mai vista una cosa così».

Gli fa eco Franco Tonani: «Sabato scorso c’era la gara Pinocchio sugli sci e dunque erano in pista gli sciatori e i familiari al seguito. Ma gli sciatori extra saranno stati in tutto 30. Anche lunedì ho fatto un giro in montagna nei due versanti. A parte gli sci club e le settimane bianche, di gente in giro non ce n’era. Il Crocicchio era chiuso. In Vetta c’era pochissima gente. Alle Macinaie saranno state fra sì e no circa 80 persone, tutti ragazzi delle settimane bianche. Nessuno alla Contessa. C’è crisi. E anche per noi non va bene, nonostante la neve sia bellissima e le piste notevoli».

Martedì ci sono i campionati studenteschi. «Abbiamo abbinato insieme le province di Grosseto e Siena per motivi economici», spiega Tonani. E Porcelloni conclude: «Quest’anno, dopo i primi due mesi invernali a secco, dopo la prima metà di febbraio quasi isolati per la neve e adesso con poca gente che ha voglia di spendere per sciare, siamo davvero allo stremo. Abbiamo preferito sacrificare qualche albergo e chiudere, per permettere ad altri che hanno poche camere di fare per lo meno una parte di stagione. Ma è poca cosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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