La manifestazione
Indipendenti e associazioni, è ancora scontro sul Ccn
Il Ccn (Centro commerciale naturale) è sempre più, al di là delle buone intenzioni di qualcuno, occasione di scontro fra commercianti. E l’obiettivo di costituirlo invece di avvicinarsi
GROSSETO. Il Ccn (Centro commerciale naturale) è sempre più, al di là delle buone intenzioni di qualcuno, occasione di scontro fra commercianti. E l’obiettivo di costituirlo invece di avvicinarsi, si allontana.
Per capire, va fatto un passo indietro. Nei giorni scorsi era stata costituita l’associazione “Centro commerciale naturale”, con all’interno Ascom, Confesercenti e Indipendenti. Ma il giorno successivo, dopo una burrascosa riunione in Camera di Commercio, l’accordo è saltato, anche se le due associazioni hanno deciso di tenere comunque in vita la neonata realtà.
Oggi, gli Indipendenti, hanno convocato una nuova riunione, invitando tutti. Ma Ascom e Confesercenti, con un comunicato congiunto, fanno sapere che non andranno. E lo stesso farà il Comune.
Insomma, mentre l’Aurelia Antica funziona e l’Unicoop annuncia l’inizio dei lavori di un altro centro commerciale (al Commendone), due realtà dove andare d’accordo è da contratto, in centro è ancora clima di tutti contro tutti.
«Siamo spiacenti di comunicare – scrivono Gloria Faragli di Confesercenti e Paolo Regina di Ascom – che non potremo essere presenti. In molte realtà del territorio, i Ccn sono strumenti di supporto e promozione del commercio dotati di funzionalità ed efficacia, capaci di intercettare risorse regionali grazie ai Cat delle nostre associazioni, il tutto con l'indispensabile iniziativa e dedizione delle attività commerciali, che sono elemento centrale dei Ccn. Ove si riscontra tale condizione, le nostre associazioni sono disponibili a condividere un percorso, purché sia costruttivo per portare avanti gli impegni presi insieme e senza alzare continuamente l'asticella delle richieste per fare polemica a tutti i costi. Crediamo che sia interesse comune arrivare a un risultato soddisfacente per gli interessi di tutti i commercianti del centro, a prescindere dalle sigle. Per far questo occorre dialogare con spirito sereno e senza retropensieri. Ma l'ultimo incontro sul tema ha palesato il fatto che le condizioni non erano mature, per l'impossibilità a confrontarsi con spirito costruttivo. Siamo a disposizione, ma serve un approccio di lavoro e da uno spirito di confronto diversi».
I punti della discordia sono soprattutto due: il numero di rappresentanti necessari per convocare l’assemblea, ora fissato al 60% e la rappresentanza in consiglio (ora su 9 sono divisi in parti uguali: 3 Ascom, 3 Confesercenti, 3 Indipendenti, con presidente “neutrale” e vice agli Indipendenti). ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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