Attenzione
«Il capitano ha sbagliato le regole vanno rispettate»
Il direttore sportivo dell’Alta Maremma spera nell’intervento della giustizia Tirata d’orecchie a Tinturini e all’arbitro diciottenne dal cartellino “facile”
GROSSETO
«Il fair play nel calcio? Non esiste». Non utilizza mezze parole il direttore sportivo dell’Alta Maremma, la squadra capitanata da Paolo Tinturini, il calciatore accusato di aver rincorso un arbitro diciottenne la scorsa domenica sul campo di Braccagni. Ma tutto quello che è stato raccontato dal calciatore e anche dall’arbitro, «ha bisogno di un’aggiustatina». Perchè «bisogna dire la verità».
Danilo Poli è il primo dirigente della squadra di seconda categoria che domenica era in campo contro il Santa Fiora a parlare di quello che è successo sul rettangolo verde. «Ero andato a raccogliere un pallone - spiega - ero vicino allo spogliatoio quando è scoppiato il finimondo. È successo quando l’arbitro ha tirato fuori il cartellino rosso». Urla, parolacce. Poi il giovane arbitro ha cominciato a correre. «L’ho visto scivolare e cadere, picchiare sul cordolo - aggiunge - Paolo non lo ha toccato, siamo intervenuti noi. C’era tutta la squadra che lo teneva». E la squadra ha dovuto mettersi in mezzo anche dopo, quando il padre del fischietto Marco Fiorentino, ha scavalcato la recinzione del campo ed è andato dritto verso il calciatore. «Sì, ci siamo messi in mezzo - aggiunge - il babbo dell’arbitro ne ha dette di tutti i colori e ha continuato anche una volta uscito dal campo».
Il direttore sportivo, comunque, prende le distanze da entrambi: dal suo capitano e dal giovane fischietto. Una distanza che è stata ribadita anche durante l’allenamento, ieri sera, agli altri giocatori e a tutta la dirigenza dell’Alta Maremma. Chi è Paolo Tinturini, Poli lo sa bene. E sa anche che tutta la rabbia di quella partita è esplosa per i calci di punizione in velocità negati al capitano, per le sei ammonizioni ricevute dalla sua squadra e per un arbitraggio che ha fatto venire il malumore all’Alta Maremma. «Ma questo non giustifica l’atteggiamento del nostro capitano. Sono trent’anni che gioca a calcio - aggiunge Poli - e non ha mai compiuto una scorrettezza. Ma bisogna rispettare le regole, quando siamo in campo». Poli ora invoca soltanto la giustizia. Quella sportiva, che probabilmente squalificherà Tinturini. «Ma anche la sezione arbitrale dovrà prendere provvedimenti - dice - perché quando si ha un fischietto in bocca non si può pensare di comandare il mondo». La ferita, nell’Alta Maremma, è aperta. «Paolo è distrutto - dice - ci ho parlato a lungo. È un leader, è tenace in campo. Ma deve capire cosa ha fatto. A Fiorentino invece auguro di continuare a coltivare questa passione, che è rara nel mondo del calcio. Ma anche a rispettare le squadre che ha davanti e gli uomini che sono in campo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google