Il dolore
Ecco il nuovo regolamento per i fiumi
La Provincia ha approvato il quadro normativo sul demanio idrico. Più care le concessioni
GROSSETO
Dopo anni di attesa la Provincia approva il Regolamento per la gestione delle funzioni relative al demanio idrico. Tutte le attività che si svolgono sui fiumi del territorio provinciale – tolte le zone alla foce che sono di competenza del demanio marittimo – e quelle lungo le rive trovano dunque un nuovo riferimento normativo.
Il regolamento è stato approvato lunedì scorso a maggioranza dal consiglio provinciale. «Questo strumento rappresenta una grande opportunità di sviluppo economico del nostro territorio - spiega Marco Sabatini, assessore provinciale al Governo del territorio -. Importanti potranno essere i benefici sia nel turismo che nell’occupazione, senza dimenticare il valore sociale che molte concessioni posso avere».
La Maremma terra di fiumi non è esattamente l’immagine classica di questa terra, eppure dalla Bruna all’Ombrone, dal Canale San Rocco al reticolato che attraversa la pianura,l’attività sui corsi d’acqua pullula. Tanti sono i privati e gli enti pubblici che, a vario titolo, occupano spazi lungo i fiumi, dal pensionato che tiene ormeggiata la barchetta, al pescatore che chiede di poter installare una bilancia, o al contadino che si occupa degli sfalci lungo le rive, fino agli operatori turistici che sui fiumi hanno aperto attività di diporto.
Finora districarsi nella marea delle concessioni è stata una vera prova di pazienza: a seconda dell’anno e dell’ente che l’ha concessa – in passato la proprietà era dello Stato, poi trasferita alla Provincia – su uno stesso corso d’acqua il costo di una concessione varia, e di molto, anche a distanza di pochi metri. Il regolamento della Provincia vuole, appunto, mettere dei paletti nel labirinto di norme.
Anche l’accesso alle attività sarà più semplice. Chi vuole costruire delle strutture lungo i fiumi dovrà ottenere dagli enti competenti le autorizzazioni necessarie - edilizia, paesaggistica, idrogeologica, idraulica, marittima - prima del rilascio della concessione demaniale.
Le nuove norme lavoreranno in coerenza con i principi dello sviluppo sostenibile, del Piano territoriale di coordinamento e con i piani di settore, in particolare quello ittico.
Il regolamento riprende la normativa europea secondo cui servono bandi gara per la concessione a privati di aree pubbliche per svolgere attività economiche. Altre modalità di concessione, con avvisi di selezione e richieste di parte, sono stabilite per le attività minori. Chi ha una barca sulla Bruna, insomma, non ha niente da temere: non dovrà passare un bando per avere il suo posto.
Qualcosa, eppure, cambierà. Con tutta probabilità, infatti, le concessioni aumenteranno. Di quanto, però, ancora non è specificato. (f.f.)
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