Il dolore
Spaccalunotti ha colpito tre volte
Due auto con i vetri in frantumi in via Saffi, un’altra in via Etruria. Il raid è avvenuto nella serata di domenica
GROSSETO
Spaccalunotti è tornato. Domenica sera, all'imbrunire, ha colpito almeno tre volte. Due auto in via Saffi, un'altra in via Etruria. I soliti luoghi, insomma, quelli dove spaccalunotti colpisce più di frequente perché sono i luoghi in cui più facile è reperire pietre.
In via Saffi, sono state danneggiate due auto: una Fiat 500 e una Kia Picanto. Una posteggiata dietro l'altra, nel tratto di via Saffi vicino agli uffici dell'anagrafe. Zona piuttosto buia e poco frequentata. Entrambe le auto sono state ritrovate con il vetro posteriore sfondato da un colpo di pietra lanciato verso il centro del cristallo.
In via Etruria, lungo il perimetro del Consorzio agrario, a rimanere danneggiata è stata una Bmw. Anche in questo caso, un colpo di pietra - verosimilmente prelevata dal rilevato ferroviario - ha sfondato il lunotto posteriore, mandandolo in mille pezzi. Anche in questo caso un posto piuttosto buio e non molto frequentato, specie la domenica pomeriggio, quando il Consorzio è chiuso e il transito da e verso il sottopasso ferroviario è limitato. Ieri mattina la berlina era ancora lì, in sosta.
Perché non tutti si sono accorti subito di quanto è avvenuto. Appare verosimile che chi ha colpito lo abbia fatto nel medesimo arco di tempo, cioè la domenica pomeriggio. Ai proprietari delle vetture non rimane altro che sgombrare alla meglio l’abitacolo dai vetri disseminati ovunque e portare l’auto dal carrozziere per la sostituzione del vetro, come hanno fatto decine di altri grossetani prima di loro. Una spesa non indifferente, che non sanno se riusciranno mai a riavere indietro.
La firma sembra inequivocabile ma chiaramente non ci sono elementi di riscontro. L'autore ha causato un danno rilevante ma difficilmente le forze dell'ordine potranno attribuire a qualcuno in particolare i gesti vandalici. Appare complicato, anche se non impossibile, installare dei sistemi di sorveglianza in quelle strade, che sono statisticamente quelle tra le più colpite. Potrebbe funzionare. Anche se non è scontato che le immagini riprese dalle telecamere funzionino da deterrente: insomma, spaccalunotti potrebbe continuare ad agire a prescindere dal fatto che possa essere riconosciuto nelle immagini delle telecamere di sicurezza.
Che sia un raptus di origine neurologica o che sia una “sfida” alle forze dell’ordine, il gesto di spaccalunotti crea comunque un certo tipo di allarme sociale. Non ci sono problemi per l’incolumità delle persone, perché non è mai capitato che chi ha spaccato il lunotto se la sia presa anche con l’automobilista interessato: anzi, chi ha colpito ha scelto appositamente zone isolate, per non essere visto da nessuno e per evitare di incorrere in incontri che, del resto, potrebbero rivelarsi anche poco piacevoli.
Il caso resta comunque aperto e interessa da vicino non solo chi, abitando nel centro storico, parcheggia lungo via Saffi ma anche altri grossetani, visto che a rotazione sono state interessate anche strade diverse. Difficile limitarsi a consigliare agli automobilisti di non parcheggiare in via Saffi, visto la penuria di posti auto nell’area interna alle Mura. E anche via Etruria è scelta perché valvola di sfogo al caos parcheggi intorno al centro. Però chi ha subìto questo tipo di danni reclama attenzione da parte delle forze dell’ordine.
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