Italia
Professionisti in fuga da Massa Tartassati dalla tassa sui rifiuti
La tariffa applicata è più del doppio di quella richiesta in tutti gli altri Comuni della Provincia La preoccupazione della lista civica: «In questo modo gli studi si aprono altrove e il paese si svuota»
MASSA MARITTIMA
Quattro euro al metro quadrato, al massimo cinque. Sono queste le tariffe della Tarsu applicate negli studi professionali dei vari Comuni in provincia di Grosseto. Tranne uno: quello di Massa Marittima, dove la tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani supera i dodici euro (sempre al metro quadrato). È quanto salta fuori da una ricerca condotta dal movimento civico d’opposizione Massa Comune. Numeri e dati messi nero su bianco e spediti all’assessore al Bilancio Giacomo Michelini, che spiega come sì, si stia pensando a nuove tariffe, ma che occorre aspettare i tempi di un iter simile. A dare peso alle parole della civica sono i numeri, risultato di «una breve indagine riguardo le tariffe applicate per la tarsu agli studi professionali in alcuni comuni della provincia di Grosseto». Dai consulenti ai fisioterapisti, dagli assicuratori ai medici, questo argomento riguarda tutti coloro che dispongono di un proprio ufficio dove svolgere la loro attività. Ecco, in quest’ottica, i professionisti che hanno il loro studio a Massa Marittima sono quelli che spendono di più per lo smaltimento dei rifiuti, stando alla ricerca di Massa Comune. Per la precisione 12, 46 euro al metro quadro, una cifra notevole se rapportata alle tariffe degli altri Comuni. Il secondo nella classifica del più caro è Follonica, con i suoi 5,59 euro al metro quadrato. Una soglia ben più vicina alla media, che stacca Massa di circa sette euro. Infatti, dopo la città sul golfo c’è Grosseto (4,44 euro), seguita da Castiglione della Pescaia (4,44), Monte Argentario (4,26) e Scarlino (3,41). La civica poi allarga il raggio della ricerca, arrivando fino a Milano, dove la tariffa Tarsu negli studi professionali tocca quota 3,31 euro al metro quadro. In ogni caso, Massa Marittima in questa particolare classifica ha il netto primato. Non certo positivo, secondo Massa Comune. «Esiste una notevole discrepanza tra gli importi dovuti al metro quadrato che, oltre a rappresentare una iniqua applicazione della tariffa, induce i professionisti a migrare in altre località per aprire i propri studi». Insomma, queste tariffe potrebbero pesare nella scelta dei professionisti quando arriveranno a decidere dove aprire il proprio studio. «Occorre quindi pervenire ad un adeguamento, in modo da omologarsi agli standard provinciali, in virtù anche del fatto che tale categoria si distingue sia per quantità che per qualità del conferito». Un lavoro che negli uffici comunali, in realtà, è già in atto. «Stiamo lavorando per capire se ci sono le condizioni per un aggiornamento delle tariffe» spiega Michelini. Ma occorrerà aspettare. «Penso che questo aggiornamento lo faremo. – continua l’assessore – Ma questi passaggi devono essere fatti con il bilancio di previsione, che a Massa è stato fissato per giugno».
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