Sicurezza
«Non ho mai toccato l’arbitro, volevo soltanto spiegazioni»
Il giocatore Tinturini dà la sua versione sui fatti di domenica «Lui mi ha preso in giro, mi ha fatto anche la linguaccia»
GROSSETO
«Dopo l'espulsione ho chiesto spiegazioni all'arbitro, ma lui con strafottenza mi ha risposto "vai fuori, tanto sei vecchio". A quel punto ho perso la testa ed è vero che l'ho inseguito per tutto il campo, però solo per far valere le mie ragioni. Quando siamo arrivati nei pressi dello spogliatoio lui è inciampato in un cordolo di cemento e ha battuto la testa, io non l'ho nemmeno sfiorato e possono testimoniarlo sia i miei compagni sia i giocatori dell'altra squadra».
Paolo Tinturini è il capitano dell'Alta Maremma, squadra di Roccatederighi che milita in Seconda categoria, nonché il protagonista della presunta aggressione all'arbitro durante la partita contro il Santa Fiora disputatasi domenica scorsa sul campo di Braccagni. Tinturini, classe '73, ha calcato i campi di mezza provincia (Nuova Grosseto, Gavorrano, Follonica e Batignano) ed è molto conosciuto negli ambienti del calcio dilettantistico maremmano. Per le doti tecniche che gli sono valse l'ambito numero 10, ma anche per una tempra focosa che lui stesso conferma: «ho un carattere sanguigno e parlo molto in campo, per questo motivo ho rimediato un buon numero di cartellini rossi in carriera».
In questo caso però non ci si sarebbe limitati alle parole se è vero che il giovane direttore di gara, il 18enne Marco Fiorentino, è stato dimesso dal pronto soccorso con una prognosi di 7 giorni per una ferita al sopracciglio. «Sono padre di due bambini, non farei mai una cosa del genere. Dopo l'espulsione si è creato un capannello di giocatori e l'arbitro continuava a prendermi in giro. Mi ha detto "ti faccio smettere di giocare"e ha fatto persino la linguaccia. C'è stato un po' di parapiglia tra i giocatori e lui è scappato verso gli spogliatoi, per questo l'ho inseguito nonostante i miei compagni provassero a trattenermi. Mi aspetto una squalifica proporzionata perché in tanti possono testimoniare che una volta raggiunto non l'ho nemmeno sfiorato».
Tinturini chiede scusa «a tutti gli sportivi, mi rendo conto che è stata una brutta scena», mentre con l'arbitro vorrebbe «un confronto a quattr'occhi, affinché mi spiegasse perché ha voluto fare il protagonista. La mia società ha già presentato una denuncia nei suoi confronti per comportamento antisportivo».
«Del resto se il padre ha scavalcato la rete per entrare in campo e minacciarmi - chiosa Tinturini - si spiegano tante cose».
Dall'associazione degli arbitri grossetani trapela molta amarezza per questa vicenda ed i fischietti maremmani, seppur ufficialmente non rilascino dichiarazioni, testimoniano vicinanza al loro "collega". Il campionato di Seconda categoria rientra nella giurisdizione regionale e così l'ultima parola spetta al giudice sportivo della Figc Toscana che, salvo imprevisti, giovedì stabilirà l'entità della squalifica e valuterà l'attendibilità del referto arbitrale. Se Fiorentino non vorrà limitarsi alla giustizia sportiva, in base alla clausola compromissoria ( i tesserati rinunciano ad adire la giustizia ordinaria per tutte le controversie inerenti all'attività sportiva ndc) dovrà chiedere l'autorizzazione alla Figc . Poi avrà 90 giorni per presentare la querela.
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