Il Tirreno

Grosseto

«Mio figlio colpito da un cazzotto e da una testata»

Raggiunto telefonicamente, Marco Fiorentino (foto) evita ogni commento poiché le regole dell'Aia "impongono" il silenzio ai tesserati. A parlare per lui è il padre Roberto, che di partite del figlio...

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Raggiunto telefonicamente, Marco Fiorentino (foto) evita ogni commento poiché le regole dell'Aia "impongono" il silenzio ai tesserati. A parlare per lui è il padre Roberto, che di partite del figlio non ne ha persa una «da quando ha cominciato ad arbitrare a 14 anni. Non ha la patente e lo accompagno sempre io». Smentisce Tinturini: «non sono assolutamente entrato in campo», e racconta un'altra verità. «Marco stava annotando sul taccuino l'espulsione del giocatore che lo aveva offeso. Dal capannello di calciatori che gli stava intorno è volato un pugno, lui ha evitato il colpo ed ha corso verso gli spogliatoi. L'ho raggiunto solo quando è uscito scortato dai carabinieri , mi ha raccontato di esser stato colpito prima con un cazzotto e poi con una testata. Era rammaricato ma ha un carattere forte, continuerà ad arbitrare». (l.s.)

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