Il Tirreno

Grosseto

Legambiente porta in parlamento l’impianto a biomasse

di Claudia Della Verde
Legambiente porta in parlamento l’impianto a biomasse

Un’interrogazione tramite l’onorevole Ermete Realacci «Troppo impattante, si fermino subito i lavori»

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L'associazione ambientalista Legambiente, dichiaratosi contraria alla realizzazione dell'impianto a biomasse di Patanella, presenta, tramite l'onorevole Ermete Relacci, della Commissione Ambiente alla Camera, al presidente del Consiglio Mario Monti e al ministro dell'Ambiente Corrado Clini, un'interrogazione per approfondire le indagini sulla costruzione di quello che viene definito un “ecomostro”. Si chiede inoltre che i lavori, già iniziati, siano interrotti.

In primis Legambiente punta a far chiarezza sulla legittimità dell'impianto e sulla sua corrispondenza alle norme previste dall'ordinanza del presidente del consiglio dei Ministri.

Si chiede inoltre che il Ministro dell'Ambiente «voglia tramite gli uffici competenti verificare se il progetto di centrale elettrica a biomasse sia compatibile con i vincoli ambientali, idraulici e paesaggistici e se non sia opportuno sottoporre anche il progetto preliminare alla procedura di Valutazione Impatto Ambientale prevista per legge».

Nell'interrogazione viene sollevato anche il problema del rischio idraulico dell'area protetta, chiedendo la realizzazione di un argine, alto tre metri, per proteggere la struttura da eventuali inondazioni, evidenziando come il sito di Patanella, zona umida, protetta dal 1971, sia soggetta alla convenzione di Ramsar, e quindi di altissimo valore naturalistico e paesaggistico per la presenza di rara fauna e avifauna selvatica.

Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente si aspetta inoltre l’esclusione dalla procedura Via (verifica di impatto ambientale) per tale opera, che, a suo dire, è «sovradimensionata rispetto alle reali esigenze del territorio. Il traffico di camion in entrata e in uscita, inoltre, sarebbe di 100 automezzi al giorno: assolutamente insostenibile e fortemente impattante per l’intera area».

Le previsioni annue di Legambiente sono quelle dell'impiego di circa diecimila tonnellate di alghe, diecimila tonnellate di altre biomasse non meglio identificate, tremila tonnellate di fanghi provenienti sia dal depuratore di Terra rossa e quindicimila da altri siti non specificati, oltre a una quantità smisurata di inerti, terre e rocce, che dovrebbero servire a miscelare il materiale ottenuto dal trattmento.

Ultimo appello dell'associazione è quello di interrompere i lavori, già avviati: «Chiediamo con forza e decisione alla Regione Toscana, agli enti locali competenti nonché al commissario alla laguna di Orbetello, di non procedere nella realizzazione dell'impianto previsto nell'oasi di Patanella».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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