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Grosseto

Lavori fermi, 11 senza stipendio

Lavori fermi, 11 senza stipendio

Regionale 74, Socodap non paga da luglio. Marras: «Arriverà un’altra ditta»

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MANCIANO

Non ricevono lo stipendio dallo scorso luglio, hanno dovuto lasciare da un giorno all’altro il cantiere stradale dove lavoravano e alcuni di loro hanno le banche alle calcagna e rischiano di perdere la casa se non riprendono a pagare un mutuo interrotto con la sospensione della busta paga. E per di più hanno dovuto abbandonare i lavori ad appena 200 metri dalla conclusione della nuova strada.

È l’odissea degli undici operai dell’azienda Socodap di Pontremoli, sei dei quali mancianesi e gli altri della Lunigiana, impegnati fino a novembre scorso nell’ampliamento della strada regionale Maremmana 74 che collega Albinia con Manciano, «la Salerno-Reggio Calabria in salsa maremmana», come l’ha definita la Lega Nord mancianese.

Proprio il Carroccio locale da tempo denuncia i clamorosi ritardi dell’avanzamento lavori, iniziati nel luglio del 2007 e che dovevano terminare nel luglio 2009. Il tratto in questione, il terzo lotto del progetto complessivo, parte dalla Pianaccia (nella foto la zona della Pianaccia, ancora da terminare) e va fino alla rotatoria La Sgrilla, otto chilometri di asfalto da allargare e sistemare.

«La Socodap è subentrata alla prima ditta che aveva preso l’appalto e per un certo periodo i lavori sembravano filare lisci - spiega Luca Giorgi della Lega Nord Manciano - poi però si sono bloccati improvvisamente, lasciando un tratto di strada sterrato, male illuminato e pericoloso, dove c’è già stato un incidente un paio di mesi fa e dove ogni tanto qualcuno inforca il contromano per mancanza di segnalazione».

La prima comunicazione ai lavoratori è arrivata a luglio, accompagnata dalle rassicurazioni che gli stipendi sarebbero stati comunque saldati. Il 22 novembre, però, la doccia fredda. «Il capocantiere - spiega uno degli operai - ci comunicò che i rapporti di lavoro venivano chiusi e che saremmo andati in cassa integrazione dal 1° dicembre. La prima cassa integrazione, però, è arrivata solo quattro giorni fa».

Nel frattempo si sono intrecciate le vicende umane di ognuno, la famiglia da tirare avanti, i mutui da pagare, la ricerca di risposte, la speranza di un aiuto dalle istituzioni. Due settimane fa gli undici hanno bussato al presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras, anche per capire perché solo due di loro sono riusciti ad ottenere gli stipendi arretrati.

«Quello della Regionale 74 è un appalto problematico da tempo - ammette Marras - per la difficoltà che le imprese hanno a tirare avanti. Probabilmente si tratta di società che non hanno una struttura adeguata alle spalle per sostenere questi appalti. Questa difficoltà dei dipendenti c’era stata rappresentata diverso tempo fa e mi sento di rassicurare i dipendenti dicendo che tutto quello che la Socodap avanza dalla Provincia deve essere messo a disposizione dei dipendenti. Non è una cosa immediata ma sono loro i creditori primari e presto incontrerò una delegazione».

Nel frattempo una porta si aperta alla sede locale del Carroccio, che ha portato la questione in Regione dove il gruppo della Lega è pronto a presentare un’interrogazione urgente in consiglio se la Provincia non darà risposte certe agli operai.

Purtroppo, però, la situazione dei lavoratori della Socodap non è rosea neppure oltre i confini maremmani. «Sono una quarantina in tutto i lavoratori dell’azienda che, insieme ad altri due studi legali e a Cisl, Cgil e Uil, stiamo seguendo - spiega l'avvocato Alessandra Masetti di Massa, il cui tribunale è competente in materia. - Abbiamo fatto dei decreti ingiuntivi e pignorato alcune somme alla società; la prossima udienza è fissata il 6 aprile. Purtroppo la società ha sottoscritto la cassa integrazione il 2 dicembre ma ha presentato la domanda solo il 25 gennaio, ultimo giorno disponibile, e questo ha gravato ulteriormente sui lavoratori».

Gli undici operai sperano adesso in un concreto sostegno da parte degli enti. «L’unico che potrebbe aiutarci - spiegano - è il prefetto. Speriamo ci ascolti».

La Provincia, intanto, tre settimane fa ha risolto consensualmente il contratto con la ditta: «Non li paghiamo - spiega Marras - ma il lavoro va finito e fra poco ci sarà una nuova riaggiudicazione dei lavori».

L’ennesimo rinvio, l’ennesimo ritardo. Questa volta accompagnato da un ben più drammatico effetto collaterale per chi quella strada non la deve solo percorrere, ma ci deve anche tirar su lo stipendio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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