Il Tirreno

Grosseto

Patanella, parola agli avvocati

di Claudia Della Verde
Patanella, parola agli avvocati

La giunta comunale affida a un legale eventuali azioni contro il Commissario della laguna

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ORBETELLO

Dopo una prima delibera, del 18 gennaio scorso, in cui venivano disegnati gli indirizzi politici della giunta Paffetti nei confronti del cosiddetto impianto di “patanellino”, ecco un nuovo atto che palesa tutta la volontà di proseguire nella battaglia al commissario delegato al risanamento della laguna di Orbetello.

Le affermazioni dell’ex sindaco Rolando Di Vincenzo, che aveva annunciato la costruzione dell’impianto provvisorio nella località di Patanella, non erano affatto piaciute ai nuovi inquilini del palazzo comunale, i quali avevano mostrato l’intenzione di avviare un procedimento legale ai danni dello stesso Di Vincenzo. E dopo un’altra azione – un esposto al ministero dell’ambiente, alla presidenza del consiglio dei ministri, alla Protezione civile, per bloccare i lavori – ecco una nuova deliberazione, datata 7 febbraio, con la quale viene incaricato un legale di Roma, esperto nel settore delle cause ambientali, per «agire in sede penale, civile e amministrativa avverso gli atti e comportamenti tenuti dal commissario delegato al risanamento ambientale della Laguna di Orbetello, in merito agli interventi di adeguamento ambientale dell’impianto provvisorio di trattamento delle biomasse algali in località Patanella».

Quello che gli amministratori si aspettano è l'interruzione dei lavori, già avviati da qualche giorno, e che l’intero progetto, non solo il definitivo, venga assoggettato alla verifica di impatto ambientale.

L’assessore all’urbanistica, Alessandro Ragusa, definisce l’incarico «un piccolo passo in avanti che prepara alla extrema ratio», ovvero ad un ricorso al Tar. «Abbiamo sollevato un dubbio, convinti che anche la prima bozza debba essere sottoposta a Via – spiega Ragusa – e, se non dovessimo trovare un accordo, procederemo con il ricorso. Al momento siamo in contatto con enti sovraordinati».

Dal fronte opposto Rolando Di Vincenzo, pur astenendosi dal dare un giudizio politico all’azione intrapresa dalla maggioranza, risponde. Come commissario, non come uomo di opposizione. «I lavori proseguiranno. Io ho un compito, affidatomi dal governo, e il mio ruolo è quello di portare avanti i lavori nel minor tempo possibile», dice. «Se il presidente del consiglio dei ministri mi dirà di interrompere lo farò. Non lo faccio per arroganza e non biasimo le scelte dell’amministrazione, io non sono un politico, ma un esecutore».

Riguardo alle accuse di sperpero di denaro pubblico e all’impatto ambientale, Di Vincenzo risponde: «Non abbiamo costruito ancora nulla, lo stato ci ha concesso, nel 2008, 5 milioni di euro per il progetto definitivo e quei soldi saranno spesi solo per quello. Al momento stiamo semplicemente immettendo dei macchinari, che potranno essere riutilizzati in altro impianto, in una costruzione già esistente, si tratta di una messa a norma. Dal 1993 i vari commissari hanno rigettato sull’area tonnellate di alghe stoccate: se non interveniamo con la bonifica quell’area diverrebbe una discarica abusiva e questo è perseguibile penalmente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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