La manifestazione
Manca il regolamento «Questo ferma l’edilizia»
Colomba attacca il sindaco sulla mancata approvazione delle norme urbanistiche Gli uffici avrebbero analizzato ad oggi soltanto la metà delle osservazioni
Se l'economia, principalmente l'edilizia, è ferma a Grosseto, per il capogruppo del Buongoverno Luigi Colomba la responsabilità è tutta nella mancata approvazione, in tempi rapidi, del nuovo regolamento urbanistico.
Il sindaco Emilio Bonifazi si difende, sull'argomento e ricordando che nonostante l'amministrazione abbia approvato le varianti in deroga per l'ampliamento di 13 strutture ricettive, nessuno ha ancora ritirato i permessi a costruire, come a dire che il problema è la crisi e la mancanza di risorse da investire da parte delle aziende.
Per Colomba, però, la verità è un'altra.
Ben prima che la crisi entrasse nel vivo, in provincia di Grosseto, e cioè nel primo quinquennio di governo dell'amministrazione Bonifazi, sono state rilasciate, dagli uffici, circa 3.500 concessioni edilizie in meno rispetto al quinquennio precedente. Per il capogruppo del Buongoverno un frutto malato della mancata approvazione del regolamento urbanistico che, peraltro, sembra ancora lontano dall'essere approvato.
Da notizie ufficiose gli uffici avrebbero istruito poco più della metà delle 1.145 osservazioni che sono state presentate dopo l'adozione, nella primavera scorsa. Il sindaco, dopo aver annunciato che l'approvazione sarebbe avvenuta entro la fine dell'anno passato si è trovato costretto a rinviare di altri sei mesi pronosticando l'approvazione definitiva per l'estate, ma i nodi da sciogliere non sono pochi.
Innanzitutto le osservazioni presentate dalla Regione Toscana «che – ricorda Colomba – ormai anche il sindaco Bonifazi ha dovuto ammettere che sono un ostacolo all'approvazione del regolamento urbanistico dopo che, in un primo momento, aveva sostenuto che si trattava di considerazioni banali e semplici da superare».
Semplici non lo sono affatto, anche perché mettono in evidenza il contrasto delle previsioni del regolamento con il piano di indirizzo territoriale (pit) della Regione su vari fronti, come l'eccessivo consumo di nuovo suolo, o il rischio idraulico in aree come la piana di Braccagni dove il regolamento prevede lo sviluppo del polo agroalimentare e del polo logistico.
E sul rischio idraulico è stato calato, poi, il carico della nuova norma regionale che, di fatto, ingessa tutto il territorio aperto. «Ma di cosa si meraviglia il sindaco – sbotta Colomba – se sono stati gli stessi tecnici incaricati dal Comune, a suo tempo, a dire, per esempio, che l'area di Braccagni e quella delle Strillaie erano tra le più soggette al rischio idraulico».
Colomba, poi, resta critico su alcune delle previsioni strategiche del regolamento urbanistico. In particolare tutto il tema dei recuperi che, secondo il capogruppo del Buongoverno, non soddisfano i privati che dovrebbero realizzarli e, dunque saranno di difficile attuazione.
Così come Colomba è critico sulle previsioni commerciali del regolamento, «Troppe grandi e medie distribuzioni – dice – e non basta che il sindaco dica che ha ridotto le previsioni rispetto al piano strutturale: il piano ipotizzava una crescita ancora maggiore della città, oggi occorre ridimensionare».
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