Il Tirreno

Grosseto

Viaggi con la beffa Sos dalle agenzie «Occhio ai furbetti»

di Francesca Ferri
Viaggi con la beffa Sos dalle agenzie «Occhio ai furbetti»

Dopo gli ultimi casi un gruppo di operatori grossetani invita a fare attenzione e a non criminalizzare la categoria

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GROSSETO

Personaggi che si improvvisano agenti di viaggio, senza averne le capacità né i requisiti di legge, controlli inesistenti e viaggiatori beffati ma incapaci di far valere i loro diritti fino in fondo. Qualcosa non va in una parte del pianeta “organizzazione turistica” grossetano e il risultato sono pacchetti fantasma, vacanze saltate all’ultimo minuto, clienti lasciati a terra. E, naturalmente, agenzie sott’accusa.

Di episodi a Grosseto ce ne sono stati, anche recentemente – l’ultimo caso è quello di un viaggio di Capodanno all’estero rovinato alla vigilia della partenza – ma oggi le agenzie di viaggio storiche della città vogliono smarcarsi dalle “mele marce”.

«Gentili signori, siamo agenti di viaggio, abbiamo scelto di fare questo lavoro perché ci piace consigliare la gente, perché viaggiare è difficile per molte persone e difficilissimo per altre, perché tutti abbiamo bisogno di un esperto quando dobbiamo metterci a confronto con situazioni che non conosciamo».

Esordisce così Arianna Bernabini della Jabalì Viaggi di via Vinzaglio. Arianna è la promotrice di una pacifica rivolta per dire “no” a un certo modo di fare organizzazione viaggi che non ha niente del lavoro serio e puntuale svolto ogni giorno dalla gran parte delle agenzie cittadine. La sua iniziativa, covata dopo anni di osservazione impotente, ha raccolto il consenso di vari colleghi, anch’essi stanchi di essere messi nel calderone dei “furbi”.

«Ho contattato vari colleghi in città - spiega Arianna - e tanti si sono uniti, firmando questa lettera aperta ai grossetani». Con la Jabalì Viaggi sottoscrivono l’appello Federica e Alda Montini di Danilo Marelli Viaggi, Anna Daviddi di Balboa Travel, Debora Arzilli di Maremma Tour, Fabio Alpi di Frenesia Viaggi, Claudia Pistolesi di Via col Vento e Debora di Spostamenti.

«Vantiamo una lunga esperienza nel settore - spiegano - abbiamo conseguito una regolare licenza a seguito di esami regionali e adempiamo a tutto ciò che la legislazione ci impone e che la coscienza ci suggerisce». E siccome anche di recente la categoria si è sentita maltrattata per errori di singoli, «con questa lettera vogliamo prendere le distanze dai personaggi che si sono biecamente improvvisati agenti di viaggio, senza crederci e, soprattutto, senza avere i requisiti di professionalità, esperienza e correttezza».

Aprire un’agenzia, infatti, non è cosa da farsi su due piedi. Ogni attività deve avere un direttore tecnico, una persona che ha superato un esame regionale e che garantisce su tutti i viaggi venduti. Solo così si ottiene la licenza per l’attività, che va esposta in negozio.

Eppure le cronache, anche nazionali, periodicamente tornano a raccontare di turisti beffati all’ultimo minuto. Ma non è solo questione di incappare nelle persone sbagliate.

I controlli, in passato a carico dell’Apt, sono oggi inesistenti, denunciano le agenzie. E i turisti truffati, una volta ripresi i loro soldi, non fanno denuncia – che va presentata alla polizia provinciale – impedendo così di avviare le pratiche che portano alla revoca della licenza alle agenzie che si sono comportate male.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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