Sicurezza
Sub lotta con una leccia Disperso per quasi un’ora
TALAMONE Lunghi minuti di apprensione, ieri nel primo pomeriggio al Porto di Talamone, dove poco dopo le 14 la motovedetta della Squadra Nautica della Polizia è uscita a tutto motore a seguito della...
TALAMONE
Lunghi minuti di apprensione, ieri nel primo pomeriggio al Porto di Talamone, dove poco dopo le 14 la motovedetta della Squadra Nautica della Polizia è uscita a tutto motore a seguito della notizia che un sub era disperso nelle acque Cala di Forno, sulla costa del Parco dell'Uccellina. Il fratello, compagno di immersione, aveva dato l'sos non vedendolo ritornare al gommone. Una situazione che, per fortuna, si è risolta positivamente nel giro di tre quarti d'ora con il ritrovamento di Massimiliano Volpe, esperto subaqueo grossetano ed appassionato di pesca che frequentemente sceglie Talamone come base per le sue battute. Tutta colpa della cattura di una leccia, protrattasi per due miglia di mare.
Quella che per quasi un'ora è sembrata una tragedia annunciata ha infatti rivelato una vicenda rocambolesca, quasi incredibile a raccontarsi: il sub stava facendo i suoi appostamenti in apnea su un fondale di circa 10 metri, sotto il Frontone di Cala di Forno. Una zona dove la scogliera scende a picco verso un fondale sabbioso: lì ostriche e datteri di mare costituiscono una valida attrazione per i pesci: proprio qui all'improvviso è apparsa un'esemplare di leccia enorme, intenta a predare un branco di serra che frequentava la stessa zona: «Sarà stato un pesce di circa 50 chili - ha dichiarato il sub appena rientrato in porto - il più grande mai visto in tutta la mia carriera di appassionato di apnea. Era intenta a seguire un grosso branco di pesci della grandezza di 2-3 chili quando mi è venuta a tiro: purtroppo quando ho sparato l'ho presa in una zona laterale permettendogli di cominciare una fuga che gli ha dato la possibilità in partenza di srotolare tutto la sagola dal mulinello del fucile».
A quel punto il sub, per non forzare il pesce e per non rischiare di lacerarne la carne intorno all'arpione con il rischio di vederla andare via, ho cominciato a nuotargli dietro e dalla Torre di cala di Forno è arrivato fino a quella di Collelungo, dove purtroppo il pesce è riuscito a divincolarsi: un tragitto di quasi due miglia che lo ha visto protagonista per molti minuti durante i quali il panico ha colto il fratello che era uscito in battuta con lui. Questi non vedendolo tornare, ha prima cercato di ispezionare i soliti luoghi di caccia frequentati in quella zona e poi ha chiamato i soccorsi. Oltre alla squadra nautica della Polizia di Talamone sono stati attivati anche i sommozzatori dei vigili del fuoco di Grosseto ed un mezzo della Guardia costiera.
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