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Grosseto

Pestato a sangue, quattro condanne

FOLLONICA Lo avevano pestato a sangue in tre e uno di loro lo aveva anche minacciato con un coltello: “ti ammazzo, ti faccio a pezzettini”. Un’aggressione violentissima, in cui la vittima era stata...

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FOLLONICA

Lo avevano pestato a sangue in tre e uno di loro lo aveva anche minacciato con un coltello: “ti ammazzo, ti faccio a pezzettini”. Un’aggressione violentissima, in cui la vittima era stata anche fatta bersaglio di scatolete di tonno e una tavola da cucina; un’aggressione terminata grazie all’intervento dei carabinieri. La vittima, un romeno oggi di 44 anni, era finita in ospedale con una prognosi 40 giorni: fratture della mandibola e dello zigomo, intervento chirurgico.

Piotr Pawel Tofiluk, 32 anni, polacco, e Lajos Meszaros, 47 anni, ungherese, senza fissa dimora, sono stati condannati all’udienza preliminare a 3 anni e 4 mesi con lo sconto di un terzo per il rito abbreviato, per violazione di domicilio, rapina, lesioni aggravate. Per le stesse imputazioni sono stati condannati a 2 anni e 6 mesi più 1.200 euro Rafal Adas, 32 anni, polacco, e Valentina Komarnitskaya, 51 anni, originaria della Russia: quest’ultima (fidanzata con Meszaros) si sarebbe impossessata di uno stereo dopo essere entrata dietro ai tre uomini che all’epoca, era il 26 marzo dell’anno scorso, erano stati arrestati (solo divieto di dimora per la donna). Il gup Montesarchio, che ha adesso depositato le motivazioni, ha disposto la confisca del coltello.

I carabinieri erano intervenuti dietro segnalazione di una rissa nella zona ex Ilva, tra via Roma e via Golino. All’ingresso dell’appartamento c’erano Tofiluk e la donna. Dall’interno arrivavano grida: dentro c’erano Meszaros e Adas che reggevano la vittima, sanguinante al volto. A terra un coltello. Una volta tutti nel cortile, Meszaros avrebbe di nuovo minacciato il romeno: «la pagherai». L’ungherese,Tofiluk e la donna apparivano ubriachi. La vittima aveva raccontato che i tre erano entrati in casa sua dopo aver bussato (ma il giudice non riconosce alcuna attenuante a questo proposito) apparivano ubriachi. Sarebbe stato Tofiluk a brandire il coltello, stando al racconto del romeno: questi aveva cercato di recuperare lo stereo con il quale la donna (e Meszaros) si stava allontanando. Il giudice riconosce la sussistenza di tutti i reati e dichiara non accertata la circostanza secondo la quale lo stereo sarebbe stato di proprietà della donna, come da lei stessa riferito a Meszaros. Riconosce anche le aggravanti del numero di persone, dell’arma (che ritiene essere stata comunque utilizzata) e dell’entità delle lesioni causate. Tofiluk e Meszaros sono in carcere, Adas è ai domiciliari in comunità.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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