Massa Marittima piange l’artista Fabrizio Piccioli
La sua opera più grande è l’affresco nella facciata della chiesa di Sant’Agostino. Ma i terzieri di Cittanuova gli rendono grazie anche per la pecora, il loro simbolo scolpito con le...
MASSA MARITTIMA
La sua opera più grande è l’affresco nella facciata della chiesa di Sant’Agostino. Ma i terzieri di Cittanuova gli rendono grazie anche per la pecora, il loro simbolo scolpito con le sue mani anni or sono.
Lascia un vuoto grande Fabrizio Piccioli a Massa Marittima. In città l’artista era conosciuto da tutti per il suo carattere deciso e la sua spiccata dote artistica, che lo ha portato a lasciare indelebile il suo passaggio dalla vita grazie al pennello e alla delicatezza del suo tocco.
Da anni combatteva contro un tumore, che lo ha tenuto a letto in diversi ospedali, da quello massetano al centro specializzato di Padova. Ma alla fine si è arreso, ieri mattina, all'età di sessantadue anni, lasciando così la sua famiglia e il suo fedele cane lupo, a cui era affezionato.
Sul suo profilo Facebook dalle prime ore del pomeriggio già fioccavano i primi cordogli di chi lo ha conosciuto: «ci mancherai tanto». Una personalità troppo spiccata per passare inosservata e un carattere troppo deciso per non lasciare il segno.
Tra le vie di Massa Marittima le tracce che parlano di lui sono moltissime. Come detto, la più vistosa è l’affresco di Sant’Agostino, che ha segnato la vita dell’artista non solo in positivo, dato che proprio durante i lavori ha perso la vista da un occhio. Poi c’è la pecora di Cittanuova ha portare il suo nome, così come molti palii del balestro, a partire dagli anni ’70 e poi via via fino agli ’80. In più, ha anche ristrutturato prima e dipinto poi l'orologio della torre del candeliere.
Un massetano doc, quindi, Piccioli, che ha lasciato la sua firma in molti angoli della città medievale.
Alfredo Faetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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